E se...

1° Maggio 1994, un fine settimana spartiacque per la storia della Formula 1. Prima Roland Ratzenberger, in mezzo Rubens Barrichello a prendersi una botta che ne ha comunque condizionato l'approccio alla pista, infine Ayrton Senna.
Se la morte del primo - tragica, grave, come la morte di ognuno di noi - non cambiò granché nell'equilibrio sportivo della Formula 1, la fine di Ayrton Senna lasciò, così come capitò a Fangio con la morte di Alberto Ascari, un pilota con un talento sopra il normale senza un avversario degno del suo rango.
Uno dei miei pensieri ricorrenti - se uno ha certi tarli nella mente è perfettamente inutile che cerchi di combatterli, conviene abituarsi e conviverci - è come sarebbe stata la storia della Formula 1 senza la morte di Senna.
Premetto che da qui in avanti in questo post si leggeranno solo pensieri scritti "ad alta voce", solo quello.
Premesso questo andiamo avanti e... e penso a una stagione 1994 combattuta sino all'ultimo tra Senna e Schumacher - Ayrton era arrivato a Imola ancora a zero punti, ma si sarebbe risollevato in breve tempo - e penso anche che uno come Senna non si sarebbe fatto certo infinocchiare ad Adelaide da quella deviazione improvvisa della Benetton, deviazione che rimane assolutamente volontaria e poco chiara. Penso anche a un 1995 in cui l'equilibrio avrebbe regnato sovrano tra i due assi, ma credo che Ayrton in pista e fuori non si sarebbe fatto certo sfuggire il quinto titolo. A questo punto su chi avrebbe puntato la Ferrari? Su Schumacher o Senna? Probabilmente si sarebbe buttata - a ragione - sul tedesco, più giovane, disposto a rischiare sotto tutti i punti di vista. E Senna? Ron Dennis in un'intervista recente ha dichiarato che ancor prima che finisse la stagione 1993 lui e Ayrton si erano seduti a tavolino per pianificare un ritorno in McLaren: e probabilmente sarebbe andata così. Senna sarebbe ritornato alla corte di Dennis, attratto anche dai motori Mercedes, e in tutto questo fantasticare penso anche che la carriera di David Coulthard - sostituto di Senna in Williams prima, e pilota Mclaren poi - sarebbe stata fortemente ridimensionata. Penso anche però che a questo punto il brasiliano avrebbe ceduto alla grinta di Schumacher, e forse la storia da fine anni novanta in avanti non sarebbe cambiata molto.
In conclusione nel 2013 forse avremmo avuto tre piloti a cinque titoli - Senna, Fangio e Schumacher - in fondo una trinità che mi sembra rispecchia in pieno quello che da sessant'anni a questa parte la Formula 1 ha mostrato.
Fantasticherie ovvio, stron.... forse, o magari solo pensieri da 1° maggio, che per uno che respira e pensa Formula 1 un secondo sì e un secondo no, da una quindicina d'anni non è più solo la festa del lavoro.

4 commenti:

Ilaria Pit-Lane ha detto...

...Io scrivo di Formula Uno, o almeno ci provo, nel mio blog, e da pochissimo seguo anche il tuo.
Molti in questo giorno hanno dedicato un post a Senna, e tutti hanno saputo trovare parole e ricordi bellissimi.
Io non ho scritto nulla perchè non ho vissuto questo pilota,ero troppo piccola, purtroppo, e quello che avrei scritto non sarebbe stato "vero".
Però ho letto questo tuo post che con il suo "E se..." avvicina ancora una volta il brasiliano al mio Schumi, il pilota che mi ha fatta innamorare di questo sport e che si può dire sia stato il mio pilota...come per molti altri il pilota è stato Ayrton.
Bellissimo il tuo confronto, un nostalgico tentativo di vivere quello che purtroppo non c'è mai stato...e penso che se avessi avuto anche io la fortuna di conoscere quell'epoca, non mi sarei stupita troppo del tuo "pronostico".

Ilaria PitLane

acorba67 ha detto...

beh anche qui come vedi ci proviamo, con risultati alterni, senza stare a seguire troppo linee editoriali e soprattutto senza dare retta ai comunicati stampa. Credo comunque che la morte di Senna ci abbia tolto il duello Senna-Schumacher maturo, che sarebbe stato fantastico... il resto sono solo pensieri ad alta voce.
ciao e in bocca al lupo per il tuo blog

Cangio91 ha detto...

I più giovani (compreso me) hanno iniziato ad innamorarsi della F1 nell'epoca del dominio Schumacher-Ferrari...ovvio quindi vedere il tedesco come un idolo e leggenda assoluta delle quattro ruote...però non riesco a togliermi quel dubbio su Ayrton...Tutti dicono che sia stato il più grande(compreso me), ma negli occhi e parole di quelle persone che hanno vissuto in diretta la nascita, crescita e fine dell'avventura di Ayrton scorgo sempre una passione, amore, meraviglia, tifo di una intensità davvero incredibile...Chissà che cosa significa VERAMENTE Ayrton Senna...forse noi non lo sapremo mai per davvero...

Anonimo ha detto...

Andrea hai scritto una bellissima chiusura del pezzo:

"... pensieri da 1° maggio, che per uno che respira e pensa Formula 1 un secondo sì e un secondo no, da una quindicina d'anni non è più solo la festa del lavoro.

Saluti
Vittorio

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