mercoledì 1 maggio 2013

E se...

1° Maggio 1994, un fine settimana spartiacque per la storia della Formula 1. Prima Roland Ratzenberger, in mezzo Rubens Barrichello a prendersi una botta che ne ha comunque condizionato l'approccio alla pista, infine Ayrton Senna.
Se la morte del primo - tragica, grave, come la morte di ognuno di noi - non cambiò granché nell'equilibrio sportivo della Formula 1, la fine di Ayrton Senna lasciò, così come capitò a Fangio con la morte di Alberto Ascari, un pilota con un talento sopra il normale senza un avversario degno del suo rango.
Uno dei miei pensieri ricorrenti - se uno ha certi tarli nella mente è perfettamente inutile che cerchi di combatterli, conviene abituarsi e conviverci - è come sarebbe stata la storia della Formula 1 senza la morte di Senna.
Premetto che da qui in avanti in questo post si leggeranno solo pensieri scritti "ad alta voce", solo quello.
Premesso questo andiamo avanti e... e penso a una stagione 1994 combattuta sino all'ultimo tra Senna e Schumacher - Ayrton era arrivato a Imola ancora a zero punti, ma si sarebbe risollevato in breve tempo - e penso anche che uno come Senna non si sarebbe fatto certo infinocchiare ad Adelaide da quella deviazione improvvisa della Benetton, deviazione che rimane assolutamente volontaria e poco chiara. Penso anche a un 1995 in cui l'equilibrio avrebbe regnato sovrano tra i due assi, ma credo che Ayrton in pista e fuori non si sarebbe fatto certo sfuggire il quinto titolo. A questo punto su chi avrebbe puntato la Ferrari? Su Schumacher o Senna? Probabilmente si sarebbe buttata - a ragione - sul tedesco, più giovane, disposto a rischiare sotto tutti i punti di vista. E Senna? Ron Dennis in un'intervista recente ha dichiarato che ancor prima che finisse la stagione 1993 lui e Ayrton si erano seduti a tavolino per pianificare un ritorno in McLaren: e probabilmente sarebbe andata così. Senna sarebbe ritornato alla corte di Dennis, attratto anche dai motori Mercedes, e in tutto questo fantasticare penso anche che la carriera di David Coulthard - sostituto di Senna in Williams prima, e pilota Mclaren poi - sarebbe stata fortemente ridimensionata. Penso anche però che a questo punto il brasiliano avrebbe ceduto alla grinta di Schumacher, e forse la storia da fine anni novanta in avanti non sarebbe cambiata molto.
In conclusione nel 2013 forse avremmo avuto tre piloti a cinque titoli - Senna, Fangio e Schumacher - in fondo una trinità che mi sembra rispecchia in pieno quello che da sessant'anni a questa parte la Formula 1 ha mostrato.
Fantasticherie ovvio, stron.... forse, o magari solo pensieri da 1° maggio, che per uno che respira e pensa Formula 1 un secondo sì e un secondo no, da una quindicina d'anni non è più solo la festa del lavoro.
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