GP Spagna 2013: i più e i meno

C'è stato anche l'ultimo brivido finale con lo spettro di veder arrivare una - assurda - penalità per aver preso la bandiera spagnola da un commissario di pista durante il giro d'onore.
Ma neppure il folle regolamento redatto dalla FIA alla fine è riuscito a fermare un Fernando Alonso tornato a far letteralmente paura, seguendo il copione già visto nella - non a caso - trionfale Cina. Qualifiche sotto tono e poi un passo gara semplicemente superiore, gestendo al meglio vettura e gomme Pirelli vittima di un consumo esagerato a causa delle caratteristiche uniche del circuito di Barcellona. Una sfida dunque impegnativa ma superata brillantemente dallo spagnolo, incisivo dai primi metri sino alla bandiera a scacchi ma, rispetto al 2012, assecondato da una Ferrari all'altezza del suo campione.
Per quello che il muretto rosso vede questo successo non come un evento ma una solida base su cui poter puntare al titolo iridato, battendo una Red Bull ancora non in grado di risolvere il suo problema di gestione pneumatici. Tutti si aspettavano preziosi miglioramenti da parte delle squadre più importanti in questo primo GP europeo, e invece le lacune sono rimaste tali e quali.
Red Bull sì veloce ma troppo esigente con le gomme, Mercedes missile sul giro singolo e gambero nel passo gara, Lotus equilibrata ma bisognosa di velocità. Tutto riproposto in questa domenica. Ecco quindi un Raikkonen meritatamente secondo ma quasi stufo di chiudere sempre a un soffio dalla vittoria e Sebastian Vettel impegnato a contenere i danni e non perdere troppo terreno dai più forti del gruppo, questa volta griffati con lo stemma del cavallino rampante. E il terzo posto di Massa a confermare le qualità della F138, uscita promossa dall'inteso esame della pista di Barcellona capace di esaltare le caratteristiche aerodinamiche delle vetture. Il mondiale è ancora lungo, ma forse mai come quest'anno a Maranello ci credono fermamente.
Detto di una McLaren ancora non in grado di curare i mali della MP4/28 nonostante l'assoluta dedizione della sua coppia pilota, una Force India e Toro Rosso dentro la zona punti ed un Esteban Gutiierrez per la prima volta meritevole della F1, ecco i più e meno iberici:


Piloti
Efficace:
 Alonso (Il doppio sorpasso in esterno ai danni di Raikkonen ed Hamilton subito dopo la partenza è il perfetto esempio di quanto lo spagnolo è sicura delle sue capacità. Mai come oggi sente cucita sulle sue misure la Ferrari, debole nel giro secco ma un carro armato per quanto riguarda il passo gara. Il suo indiscusso talento poi lo protegge dagli attacchi di qualsiasi tipo di avversario, mettendo in cassaforte un successo dal sapore di rilancio iridato. Maestro dei nervi saldi Raikkonen, costantemente concentrato solo su se stesso ed intenzionato a vincere. Anche con la Lotus. )

Hùlkenberg (Le promesse di una Sauber ai livelli del 2012 non si stanno avverando e questo nuoce decisamente al tedesco. Per la prima volta è la seconda Sauber dietro al debuttante Gutierrez, non riuscendo a fare la differenza e rischiando un clamoroso incidente in pit-lane quando bastava semplicemente lasciare un attimo il gas. Il week-end no capita a tutti ma vedere la sua ex-squadra Force India a punti deve dar non poco fastidio. Rosberg all'inizio spera nel miracolo rimanendo in testa nonostante tutto e tutti, poi pian piano la sua fiamma agonistica si spegne abbattuta dall'esagerato consumo delle mescole)


Combattivo:

Vettel (Abituato a vincere praticamente da quando ha debuttato nella massima formula, tenta il tutto sbattendo con violenza la sua Red Bull ad ogni curva, fiondandosi in ogni spazio lasciato libero dagli avversari. Il muso lungo visto al parco chiuso dimostra quando al campione del mondo non piace per nulla perdere e alle consuete interviste sprona senza tanti giri di parole il suo team a trovare velocemente una soluzione. Perché vuole tornare duellare alla pari con Alonso e non vederlo come un puntino nero, tristemente irraggiungibile. Ricciardo sente profumo di promozione in vista 2014 ed allora dimostra di meritarsi la fiducia battendo il suo vicino di box e dando al team di Faenza preziosi punti iridati. Ora si che il giovane australiano può sorridere.)

Hamilton (Proprio il professore del sorpasso si lascia andare allo sconforto quando una Williams lo affianca e sorpassa in curva. La Mercedes di oggi è la sua nemica numero uno, impedendogli di guidare nello stile aggressivo che tanto gli piace e costringendolo ad una domenica di vera sofferenza. Ha scelto la casa di Stoccarda per cercare nuove emozioni, ma non sempre se ne trovano di positive. Sutil fa il suo compito senza però mai un acuto, battuto puntualmente da Paul di Resta in ogni sessione, gara compresa. Un peccato visto l'inizio di stagione letteralmente scoppiettante.)


Fortunato:

Alonso (Ha seriamente rischiato di perdere tutto a causa di una foratura nell'ultimo quarto di gara, ma lo sfortunato evento è avvenuto alla fine del giro, in prossimità dei box e in linea con la strategia di gara. Semplicemente si è dovuto fermare due tornate prima del previsto, un conto decisamente poco salato quando invece numerosi suoi colleghi di pista per il suo stesso, identico inconveniente si sono dovuti ritirare dai giochi.)
Grosjean (Messo K.O da una sospensione anteriore che inspiegabilmente si piega da sola, ponendo quasi immediatamente fine ad un Gp vissuto totalmente all'ombra di Raikkonen. Vergne sente una brutta aria intorno con il sedile in Red Bull decisamente dalla parte del sorridente Ricciardo, prova a batterlo in pista ma oltre a non farcela viene centrato da Hùlkenberg poco prima della sosta ai box. Qualche giro di sofferenza tanto per confermare i danni subiti ed il ritiro, mentre Daniel finisce a punti. Voltare pagina già da stasera.) 

Auto

Efficace:
Ferrari (Ogni Top-Team pare avere un lato forte e uno debole. Per la rossa quello peggiore è la poca velocità sul giro singolo, mentre il migliore una configurazione gara eccelsa, decisamente più importante visto che i punti si assegnano solo alla domenica. A Maranello riescono nel non facile compito di replicare la perfomance già vista in Cina, regalando agli spagnolo un Alonso inarrestabile e prima forza del campionato. L'esperienza per rimanere a tali livelli anche nelle prossime settimane, trattandosi di Ferrari, c'è eccome. Lotus sa perfettamente di andare incontro ad un futuro quando mai nebuloso dopo l'abbandono del direttore tecnico, ma fino ad oggi è la prova vivente che si può fare decisamente bene anche senza budget mostruosi alle spalle, ma confidando semplicemente nella bravura e talento dei propri uomini, dalla fabbrica alla pista. Peccato che prima o poi la dura legge del denaro vorrà le sue ragioni.) 
McLaren (Di buono vi sono i due piloti in grado di tenere duro, finendo dentro la Top-ten addirittura con entrambe le monoposto. Ma tutto qui. A Woking speravano in un deciso passo in avanti con i nuovi pezzi portati appositamente per questo Gp, salvo poi rimpacchettare tutto e rispedire a casa perchè del tutto inutile. L'uscita dalla crisi tecnica ancora non si vede e, fino ad allora, si brancola nel buio. Situazione del tutto simile anche per la Williams, con l'aggravante che 12 mesi fa qui si trionfava mentre oggi si precedono solamente le ultime due squadre dello schieramento. Di miracoli ormai non se ne parla mentre il domani è via via sempre più incerto.) 

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