Piloti tutto fare

Parliamo di una categoria di piloti che da sempre costituisce il "nocciolo" duro delle corse automobilistiche. Parliamo degli eclettici, di quelli a cui non importa il tipo di mezzo a disposizione, ruote coperte o no, foreste oscure o ovali sparsi nel deserto. Gente che senza troppi problemi passa dalle stradine di Montecarlo alle curve sparate di Indianapolis, dai giri in apnea di un GP alla pigra velocità di una 24 ore, dalla sfida mai uguale all'altra di una prova speciale da rally alla metodicità esasperata di un fine settimana da Formula 1.
Oggi abbiamo qualche esempio sporadico: Kimi Raikkonen e Robert Kubica tanto per fare un paio di nomi, sono due che non hanno esitato a mandare quasi a ramengo le proprie carriere pur di svincolarsi dal padre e padrone Formula 1.
E' però guardando al passato che troviamo parecchi casi da ricordare.
C'è Dan Gurney, che ha vinto in Formula 1, Indy Car, Le Mans e Stock Car, che si è inventato costruttore, insomma un personaggio che le ha provate praticamente tutte. Ci sono poi i casi "noti" di Jim Clark, vincitore sia della 500 Miglia di Indianapolis che del Campionato del mondo di Formula 1, e che si cimentò anche nelle Stock Car ma senza raccogliere troppo successi a dir la verità, e Graham Hill, tuttora l'unico pilota nella storia delle corse a essersi aggiudicato Indy 500, 24 Ore di Le Mans e Campionato del mondo di Formula 1.
Esistono poi anche tutta una serie di casi un po' meno noti: A.J. Foyt che vinse in Indy Car, alla 24 Ore di Le Mans, su dirt track e in Stock Car, ma che non ebbe mai la possibilità di salire su una Formula 1. O Joe Leonard che vinse su due ruote prima di passare alle Indy Car e successivamente anche alle vetture Sport. Oppure ancora Paul Goldsmith che come Leonard guidò e vinse sue due e quattro ruote nelle categoria americane.
Se parliamo di passaggio da due a quattro ruote impossibile non citare John Surtees l'unico sino a ora ad aver vinto campionati del mondo sia in motocicletta che in Formula 1, senza scordare anche qualche puntata vittoriosa nella categoria Sport.
Non è proprio possibile qui non citare Vic Elford, un pilota che definire eclettico è persino riduttivo. Elford nel 1968 vinse il Rally di Montecarlo al volante di una Porsche e sempre nello stesso anno si aggiudicò in sequenza la 24 Ore di Daytona, Targa Florio e 1000 Km del Nurburgring.
Piste e modi di stare al volante profondamenti diversi dunque. Passò poi in Formula 1 dove guidò una Cooper arrivando 4° a Rouen, 5° a St. Jovite e 8° a Mexico City.
Gli anni successivi videro ancora protagonista Vic Elford su più fronti: Formula 1 e Mondiale Prototipi, ma anche Nascar, Formula 2, Can Am, Trans Am... insomma per Vic Elford bastava avere tra le mani un qualcosa su quattro ruote che si muovesse.
Piloti eclettici, una razza sempre più in via d'estinzione.

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