martedì 21 maggio 2013

Surtees, Clark e il serbatoio


John Surtees sapeva fare bene parecchie cose; a partire dal guidare in maniera sublime le due e le quattro ruote - l'unico capace nell'era moderna di vincere e convincere su due mezzi apparentemente inconciliabili - sino alla meccanica, nel senso proprio di costruzione e adattamento di pezzi meccanici dei mezzi da lui pilotati; tant'è che tentò anche l'avventura come costruttore.
Gli è forse mancato l'ultimo anello della perfezione: le macchina costruite da lui non sono mai state dei fulmini di guerra, ma forse sarebbe stato chiedere l'impossibile a un singolo essere umano; anche se di nome fa John Surtees.
John guida una Ferrari, metà anni sessanta o giù di lì, si corre in Inghilterra, Maranello è lontana, i pezzi di ricambio sono pochi e in caso di emergenza i meccanici devono lavorare di martello e saldatore. Sono i primi tempi dell'iniezione diretta e a volte, causa temperatura, umidità e polvere, questa si mette a ragionare a modo suo, risultato: la macchina va forte, ma i consumi dopo le prove ufficiali sono completamente sballati. Con il serbatoio a disposizione non si riuscirà mai a finire la gara.
Quindi?
Ci si inventa un serbatoio supplementare; a quei tempi si poteva fare anche quello. Nella notte Surtess si unisce ai meccanici e dopo ore, lavorando di lamiera e saldatore, riescono a costruire un piccolo serbatoietto supplementare adatto a contenere la benzina necessaria.
Tutto è pronto per la gara, Surtees si batte con un leone sui saliscendi inglesi, ma contro Clark e la Lotus per quella domenica c'è poco da fare. Arriva secondo comunque, non male.
Finita la gara, Jim Clark viene a sapere della notte in bianco passata da Surtees e dai meccanici; si avvicina a uno di loro, sorride:
- Sorry for today.
Quanto cose sono cambiate da allora...
Share this post
 
Posts RSS Comments RSS Back to top
© 2011 Yet Another F1 Blog ∙ Designed by BlogThietKe | Distributed by Rocking Templates
Released under Creative Commons 3.0 CC BY-NC 3.0