Da quattro a centosettantadue


Fai una fatica tremenda per trovare notizie su Troy Ruttmann, eppure ha vinto anche una 500 Miglia di Indianapolis nel 1952, a 22 anni - non certo il palio dei carretti di Alzate Brianza, con tutto il rispetto per i carretti e per Alzate Brianza - corsa che all'epoca aveva anche validità per il campionato del mondo di F1.
Certo alla fine le sue partecipazioni in Formula 1 furono - Indianapolis a parte - due, anzi una, anzi no, forse due.
Una, perché effettivamente prese il via al GP di Francia del 1958, quello della morte di Luigi Musso, con una Maserati della Scuderia Centro Sud, e forse due, perché ci riprovò, ma quella volta le cose si ingarbugliarono parecchio, tant'è che si fa fatica anche a trovarne traccia negli annali.
Non su un circuito qualsiasi, decise di provarci con il Nurburgring.Dalle quattro curve di Indianapolis alle altro che quaranta e passa del Nurburgring; 172 per la precisione, 88 a sinistra e 84 a destra. Un bel salto non c'è che dire.
Però non è quello il problema, lui se la caverebbe, e anche discretamente, è quella maledetta macchina che non vuole saperne. Nemmeno il tempo di mettersi in pista per le prime prove che un pistone si fora: e non ce ne sono di ricambio. L'unica soluzione è trovare un mago della saldatura che riesca in qualche modo a mettere una pezza, stando anche bene attenti a non farsi scoprire dai commissari, altrimenti la squalifica è certa.
Il mago in qualche modo si rimedia, e anche ai commissari tedeschi quelli della Centro Sud riuscirono a fargliela praticamente sotto gli occhi, certo rimontando il motore di notte.
Comunque sia, dopo tutto quell'armeggiare Troy sarebbe pronto anche per partire, senza tempo, nelle ultime file, ma pazienza. Sennonché nemmeno scaldato il motore prima di mettersi in griglia che la macchina si ammutolisce ancora: una valvola si è rotta.
Che dire? Niente, a parte che guardando poi quello che successe al povero Collins in quella stessa gara, vien quasi da dire che non gli sia andata poi così male.

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