domenica 7 luglio 2013

GP Germania 2013: i più e i meno

Davanti al suo festante pubblico, Sebastian Vettel ricomincia la sua volata iridata dopo l'amaro zero di Silverstone, conquistando la quarta affermazione stagionale con grinta e fermezza. Non è stato un totale dominio nonostante la sua vettura sia stata in testa praticamente dal primo all'ultimo giro, bensì una sfida a ogni passaggio contro le temibili Lotus.
Le nere monoposto, sfruttando l'ideale condizioni di asfalto caldo, sono state le uniche in grado di mettere in dubbio il successo del campione del mondo, braccandolo in più occasione sia in pista che a livelli di strategia alla ricerca di un successo importante per lo spirito degli uomini di Enstone, poco pronti all'addio di Kimi Raikkonen verso altri lidi. E invece la Red Bull non ha mai tentennato, incitando il suo pupillo a spingere sempre di più credendo in una vittoria meritatamente arrivata.
Meno entusiasti gli uomini in rosso, a partire da Fernando Alonso anche qui contrariato da una F138 eccessivamente lenta rispetto alla concorrenza. Un gap importante in qualifica che poi si riduce in gara, ma non abbastanza per riuscire a trovare il contatto con i migliori. La natura da combattente dello spagnolo lo porta comunque al quarto posto generale, limitando i danni in classifica restando dietro al tre volte iridato tedesco, conscio comunque che servirà uno forte scossa tecnica già a partire dall'Ungheria. Il misterioso ritiro del suo compagno di squadra Massa evidenzia come a Maranello non tutto sta andando nel verso giusto, proprio in quella che pareva essere l'annata buona.
 Anche la Mercedes delude la domenica, sopratutto in rapporto alla performance vista sul giro singolo. Le frecce d'argento incutono timore nelle brevi distanze, ma quando bisogna inanellare giri su giri viene fuori un degrado gomme troppo brusco rispetto alla concorrenza, penalizzando Lewis Hamilton, quinto da gladiatore lottando contro macchina ed avversari, e Nico Rosberg nono partito indietro ma privo della forza per rimontare. Cosa invece successa a Mark Webber, precipitato in fondo al gruppo dopo il brutto episodio del cameram centrato da una sua gomma posteriore malmontata, per poi transitare sotto la bandiera a scacchi settimo tra le due McLaren di Button e Perez. Una domenica positiva quindi per gli uomini di Woking, lontani dai loro canonici standard ma felici di essere nei primi dieci considerando il pessimo bilancio di questo 2013.
Detto di una Force India stranamente non a suo agio tra le curve del Nurburgring, piloti Toro Rosso eccessivamente distratti dalle voci di mercato ed un incubo Williams per quanto riguarda le soste ai box, ecco i più e i meno dell'inferno verde:

                                                                        Piloti
Efficace:
 Vettel (Da subito in testa alla ricerca di quella sensazione nel vincere davanti al proprio pubblico mai provata. Le nere monoposto non gli lasciano mai un attimo di respiro ma lui non commette alcun errore, spingendo quando deve e tenendo un ritmo impeccabile. Spreme fino in fondo la sua RB9 ed insieme conquistano altri 25 punti importanti ai fini del titolo mondiale. Non sarà il massimo per quanto riguarda il giro secco, ma Alonso in gara mette da parte tutti i malumori di una rossa tornata eccessivamente fragile e tiene il treno dei migliori, non salendo sul podio giusto per una questione prettamente tecnica)

Rosberg (Non riesce a digerire l'errore commesso dal suo team nelle qualifiche e, dalla undicesima casella, vive una domenica storta complice anche le oggettive difficoltà della Mercedes in assetto da gara. Dopo la vittoria a Silverstone sperava di entrare nel giro dei grandi ma per rimanerci, oltre ad una buona vettura, occorre tenere alto il morale in qualsiasi condizione. Gutierrez resta sempre lontano dal limite imposto dal suo vicino di box, portando in giro una Sauber in pessime acque finanziarie)

Combattivo:

Hamilton (Risponde al suo ingegnere di pista con tono da "slang" cittadino ed infiamma i cuori di tutti gli appassionato resistendo da puro gladiatore. Emozionante la difesa imposta ai danni dell'eterno rivale Alonso, chiudendo ogni tipo di porta e letteralmente spronando la sua freccia d'argento a spingere di più quando le sue gomme sono ormai cotte. Lewis ha una voglia matta di vincere e quando Ross Brawn e soci riusciranno a dargli una vettura competitiva in ogni condizione allora ci sarà da divertirsi per davvero. Bella anche la risposta di Grojean alle incessanti critiche, tenendo il passo di un certo Kimi Raikkonen fino all'atteso ordine di scuderia. Se riuscirà a ripetersi anche nel proseguo del campionato potrebbe anche restare nel circus iridiato, ma basta passi falsi. Lontano dai riflettore Webber chiude ottavo dopo il grosso pasticcio ai box, in una pista ove il sorpasso non è merce fac)

Vergne (Umore più cupo della pece dopo il problema elettrico che lo ha costretto ad un mesto ritiro ai box. Peccato che prima di questo il francese non sia mai riuscito a tenere il passo del compagno di squadra Daniel Ricciardo, forse a causa della grande pressione che i due giovane devono ora gestire in ottica mercato. Helmut Marko ha chiesto più del massimo e vivere un fine settimana così negativo non aiuta per nulla. Poco sereno anche Sergio Perez, solito spirito infuocato quando si parla di duelli ma decisamente demoralizzato dal brutto momento che si respira a Woking. L'anno scorso con la Sauber aveva decisamente più punti in classifica e pensarci acutizza solo il male.)


Fortunato:

(Nessun pilota particolarmente in debito con la dea bendata oggi, forse impegnata a non far transitare nessuna vettura nel momento in cui la Marussia di Bianchi tornava inaspettatamente in pista senza alcun controllo, oppure a proteggere da gravi conseguenze il povero cameraman centrato da una gomma lanciata dalla Red Bull di Mark Webbe durante il primo pit.)
Massa (Si deve nuovamente meritare la conferma in Ferarri e riesce a trovare il giusto week-end precedendo il capo-squadra Alonso per tutta le qualifiche, tenendo bene la posizione anche dopo lo spegnimento dei semafori. Poi improvvisamente la sua monoposto parte in testacoda fumando dalle sospensioni posteriore e lui non può fare altro che lasciare mestamente la pista. ala coppia Williams Bottas - Maldonado non pareva vero di poter puntare alla top-ten dopo mesi passati nel ben poco nobili retrovie. E allora ci pensa una pistola per il cambio-gomme malfunzionate a riportare la situazione nel cosiddetto ordine, facendoli perdere tutte quei secondi faticosamente guadagnati ogni volta che bisognava cambiar gomme) 

Auto

Efficace:
Lotus (Con l'asfalto rovente le due E21 sono tornate ad un ritmo da primato, riuscendo a sfidare i grandi della serie con budget e capacità ben inferiori. Peccato che la favola si può ripetere solo in determinate condizioni, mentre il proprio fuoriclasse è ormai prossimo a fare i bagagli in cerca di realtà più solide. I suoi avversari diretti perdono la bussola tra degrado gomme e innovazioni aerodinamiche, la Red Bull invece ad ogni pista è tra le più performanti del lotto indipendentemente dalle condizioni atmosferiche o stile del tracciato di turno. La prima posizione nel campionato costruttori non è un caso) 
Sauber (Il passo indietro compiuto rispetto al 2012 è stato ben più grande di quanto ci si aspettava. La squadra del buon Peter ormai non ha più fondi per difendere il suo importante nome del motorsport e facoltosi imprenditori russi bussano alla porta per comprare tutto quanto ed aprire un nuovo capitolo. Fortuna che il loro pilota più talentuoso tiene ancora alta la loro bandiera elvetica ma, forse, siamo davvero alla fine di questa bellissima avventura.) 
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