Compagni di squadra


L'ultimo anno di Ronnie Peterson nel campionato mondiale di Formula 1 - che poi coincide tragicamente con l'ultimo suo anno di permanenza su questa terra - è stato segnato sopra ogni altra cosa dal "simpatico" contratto che Ronnie firmò con Colin Chapman.
Lui doveva sempre e comunque dare la precedenza al suo compagno di squadra Mario Andretti: se era dietro non doveva attaccarlo, se era davanti era obbligato a farlo passare. Sicuramente la forma sarà stata diversa, ma la sostanza certo no.
Beffa del destino per lo svedese, quell'anno, il 1978, si rivela come un trionfo per il team Lotus: il modello 79 è un capolavoro di efficienza aerodinamica. A fatica gli altri team riescono a portarsi a casa le briciole ma il grosso rimane una faccenda privata tra Mario Andretti e... Mario Andretti. Come da contratto.
Prove del GP d'Inghilterra, Brands Hatch, circuito da pelo, saliscendi a non finire, curve cieche, uno spasso per uno come Ronnie che sente le traiettorie come un segugio in caccia. La vista è roba superflua per lui, è per piloti normali.
Colin Chapman capisce subito che lo svedese su quel circuito potrebbe dare delle grosse noie al suo capo squadra, e fa un'altra pensata delle sue; stavolta la tecnica non centra però.
Nel turno decisivo di prove, quando tutti come è ovvio montano gomme da qualifica per tirare fuori il tempo, il "saggio" Colin decide di far montare sulla macchina di Peterson delle normalissime gomme da gara, e nemmeno le più morbide, spacciandole per gomme da qualifica.
Ronnie non si sogna nemmeno dell'inganno; esce, fa un paio di giri e segna un tempo fantastico; rientra tranquillo.
Le facce di tutti i meccanici sono completamente stralunate. Persino alcuni piloti degli altri team venuti a conoscenza del fatto - bastava dare un occhiata alle gomme - rimangono sbalorditi.
Andretti seccato chiede spiegazioni al suo team manager, Chapman sorride.
Ronnie lo sta facendo ancora adesso.

4 commenti:

Cristiano ha detto...

Poveraccio, che brutta fine ha fatto.

acorba67 ha detto...

Sì, per di più nel momento in cui avrebbe potuto raccogliere qualcosa

Cristiano ha detto...

Ricordo quel terribile giorno. Lo schianto, le speranze che ce la facesse e la brutta notizia nel pomeriggio del lunedì, quasi sera se non ricordo male.

mad72 ha detto...

E' stato un grandissimo della Formula 1. A parte il 1973 dove se non fosse stato per molti problemi meccanici avrebbe vinto il mondiale e il 1978 dove doveva essere secondo ad Andretti per contratto, non ha mai avuto una macchina vincente. Probabilmente non era uno dei migliori collaudatori in giro, ma aveva un talento incredibile. Oltre a Brands Hatch nel '78 e la vittoria a Monza nel '76 con la March voglio ricordare la splendida vittoria (l'ultima) in Austria nel '78. Esiste il suo sito ufficiale gestito dal fratello e dai suoi manager e amici. Il link è www.ronniepeterson.se Quest'anno ricorre il 30° anniversario della sua morte proprio nei giorni del G.P. d'Italia a Monza dove oltre a trovre la morte, ha vinto ben 3 volte! Speriamo che venga ricordato in maniera adeguata anche se ho dei dubbi visto che l'attuale mondo della F.1 tende a "rimuovere" quello che di tragico è successo negli anni passati.

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