domenica 27 ottobre 2013

GP India 2013: i più e i meno

Nel giorno in cui diventa uno dei più grandi piloti di questo sport centrando il quarto titolo consecutivo, impresa riuscita solo a mostri sacri del livello di Fangio e - il mentore - Schumacher, l'uomo Sebastian Vettel lascia finalmente andare tutte quelle emozioni via via accomunatesi nel corso di questo comunque inteso 2013. Un risultato che neanche lui riesce a spiegarsi, non volendo confrontarsi con i grandi della F1 e ringraziando - con tanto di inchino alla sua RB9 - tutti gli indispensabili uomini presenti dietro le quinte che hanno reso tale trionfo possibile. Delizia il pubblico indiano con dei "bornout" vecchia scuola, non interessando minimamente dei 25.000 di multa firmata da una FIA sempre più "inumana", promettendosi un giorno di ritornare in Inda per un viaggio quasi spirituale, imparando da un popolo che sorride nonostante fame e povertà. Ricorda i fischi di Singapore e, sopratutto, Monza senza però puntare il dito accusatorio. Episodi sofferti che però capisce e accetta, essendo anche lui innamorato alla follia di questo sport e immedesimandosi nel tifoso - sin troppo - devoto. Un lato umano e sincero, finalmente uscito da quella corazza di "Serial Winner" anche oggi indossata per questo GP dell'India dominato nonostante l'incognita gomme. La scelta di cambiare già alla seconda tornata le fragilissime gomme morbide si è rilevata vincente, iniziando poi una scalata dal fondo gruppo sino alla vetta più alta, celebrata poi nei migliori dei modi.
Decisamente più contrariato Mark Webber, l'unico in grado di tenere il passo gara del quattro volte iridato, salvo doversi ritirare per un problema all'alternatore mentre era agevolmente in seconda piazza. Unico neo per la Red Bull, capace di sfiorare la doppietta pur puntando su due strategia completamente differenti tra i suoi piloti. Una netta prova di forza che spiega da solo il trionfo anche nella classifica costruttori.
Per tutti gli altri partecipanti resta il ruolo da co-protagonisti. In primis la Mercedes buona seconda con Rosberg e in grado di puntare con decisione al secondo posto nella graduatoria dei team, grazie al periodo completamente nero della Ferrari quarta con Massa e solo undicesima con Alonso. Tolti i contatti e episodi sfortunati, la rossa di Maranello soffre sempre di più la concorrenza delle frecce d'argento e della Lotus, notizia ben poco promettente in vista delle ultime tre gare in calendario.
Senza dimenticarsi di un Grojean nuovamente a podio, salvando in parte il risultato finale dopo il pasticcio fatto con Raikkonen, citando un Sergio Perez meritevole del rinnovo dopo una domenica tutta grinta come quella di oggi e detto del duo Force India sorprendentemente dentro la top-ten, ecco i più e meno di questa - molto probabilmente - ultima gara al Buddah Circuit.                                                                

                                                                             Piloti
Efficace:
 Vettel (Si fida completamente della tattica scelta dai suoi uomini mettendosi in mostra con una gara priva di sbavatura. L'ennesima proprio nel giorno in cui si è laureato quattro volte campione del mondo. Il paddock della F1 è letteralmente innamorata di questo ragazzo rimasto umile nonostante gli incredibili successi, deciso come non mai a scrivere altre pagine di storia. Bravo Perez nel dare alla McLaren un risultato di qualità dopo tanti momenti difficili, gestendo al meglio consumo gomme ed una vettura piuttosto problematica)

Alonso (Sarebbe un grave errore non mettere in conto il problema con una macchina sempre sottosterzante, ma in gara ha alternato momenti di rabbia agonistica a frustrazione per un'altro mondiale svanito. Rimanere fuori dalla zona punti nonostante il ritiro di nomi importanti mette in evidenza una situazione difficile nel box e anche nella sua mente, quasi stufo di dover faticosamente inseguire a ogni week-end con manovre spettacolari ma rischiose. Un duro momento perfettamente comprensibile, in parte attenuato dal fatto che questa travagliata stagione è ormai al suo capitolo conclusivo. Fallire anche l'anno prossimo probabilmente potrebbe rivelarsi fatale per il rapporto tra lo spagnolo e Maranello)

Combattivo:

Grojean (Segue la stessa identica strategia del vincitore Vettel, facendo però più giri con le fragili gomme morbide e recuperando praticamente dall'ultima posizione. Alla fine il francese riesce a guadagnarsi un'altro podio sportellando duramente persino con il compagno di squadra Kimi, ora più che mai deciso a conservare il suo posto ad Enstone anche per il 2014. Non di meno Raikkonen ha tentato il colpaccio, ritrovandosi tra le posizioni di testa nell'ultimo quarto di gara per poi rimanere in pista praticamente senza gomme. Rientrato in pista dopo un frettoloso pit-stop, oltre a chiudere comunque a punti, è riuscito a togliersi la soddisfazione del giro veloce. Prima parte di gara ottima per il buon Massa, a quanto pare intenzionato a rimanere nel giro della F1 costi quel che costi.)

Hamilton (Il suo vicino di box, nonostante una gara di ottimo livello ma priva di particolari acuti, fa secondo. Lui invece chiude sesto preceduto da una certo non irresistibile Ferrari. Un vero peccato se si considera che stiamo parlando dello spirito guerriero per eccellenza, capace di infuocate battaglie quando si sente a posto. Al contrario, in giornate negative come quelle di oggi, l'inglese non riesce a mettere il suo marchio soffrendo concorrenza e consumo gomme. Una particolarità del suo essere pilota che forse spiega, in parte, il perché nella sua bacheca vi sia un solo mondiale nonostante l'immensità del suo talento con un volante in mano)


Fortunato:

Vettel (Durante i sorpassi per ritrovare la testa della corsa persa per il primo pit-stop, incontra quasi sempre monoposto con velocità di punta non eccelse, riuscendo a sverniciarle sul dritto senza perdere ritmo gara. La Dea Bendata protegge il suo fragile alternatore e l'unico pilota in grado di viaggiare con il suo ritmo si ritira proprio mentre stava per iniziare la sfida a distanza. Da li in poi e stato tutto in discesa con tanto di trionfo iridato. Impossibile fare meglio di così.)
Webber (I lati opposti della stessa moneta. Le creature disegnate da Adrian Newey sono famose per velocità e fragilità. Peccato che tutte i problemi capitanano solo all'australiano in un perverso gioco del destino. Neppure lui ci credeva quando il suo ingegnere gli ha ordinato di fermare la vettura a bordo pista. Alonso è il tipico caso dell'essere nel posto sbagliato al momento sbagliato. Due leggere toccate e la gara è completamente rovinata, così come il morale. ) 

Auto

Efficace:
Red Bull (Il ritiro di Webber è una bella macchia nera al centro del foglio, ma non si può certo non sottolineare l'incredibile prestazione messa in mostra da questo team. Hanno la macchina più veloce, continuano a sfornare novità aerodinamiche e dominano con qualsiasi strategia di gara. Un equilibrio vincente sin dal 2010, alla continua ricerca del limite strutturale e regolamentare per poter andare più forte in pista. Se fino ad ora nessuno è riuscito a batterli un motivo ci sarà. Al box pasticciano decisamente, ma la Lotus in questo finale di campionato non sfigura completamente davanti a nomi quali Mercedes e Ferrari. Non male per una struttura in totale crisi finanziaria alla disperata ricerca di fondi.) 
Ferrari (L'inizio della trasferta asiatica ha affossato ancora di più le speranze iridate degli uomini di Maranello, scalfendo persino le motivazioni di un mastino di razza come Alonso. Se si vanno a rivedere le prestazioni delle prime gare pare incredibile vedere quanti passi indietro la rossa è riuscita a fare. Caterham K.O con entrambe le vetture, rischiando seriamente di essere il fanalino di coda della serie nonostante risorse superiori rispetto ai diretti avversari. 
Share this post
 
Posts RSS Comments RSS Back to top
© 2011 Yet Another F1 Blog ∙ Designed by BlogThietKe | Distributed by Rocking Templates
Released under Creative Commons 3.0 CC BY-NC 3.0