GP India 2013: qualche grafico

D'accordo che in tanti avrebbero pronosticato Vettel campione del mondo dopo la gara di New Delhi, ma lo stesso le ore prima della partenza del GP d'India sono state un'orgia di opinioni e ipotesi su strategie, numero e lunghezza degli stint attuati dai vari protagonisti. Quasi ci fosse qualcosa ancora di incerto.
Effettivamente in gara c'è stata una notevole fantasia nell'interpretazione dell'utilizzo delle temutissime gomme morbide milanesi: dalla singola sosta delle due Lotus - azzeccata in pieno con Grosjean. molto meno con "Ulisse" Raikkonen impegnato in una sua personale e drammatica odissea indiana; al bis della tattica difensiva utilizzata in Germania di Alonso - fallito per motivi che esulano da ogni discorso di gomme; al rientro dopo poche curve da parte di chi - Vettel - probabilmente avrebbe vinto sempre comunque indipendentemente dal tipo di mescola utilizzato al via o dal momento della prima sosta.
Vediamo a proposito gli immancabili grafici relativi al GP appena corso. Partiamo dal grafico relativo alle posizioni dove ovviamente dominano i due mostruosi recuperi di Sebastian Vettel e di Romain Grosjean, il primo fermatosi dopo due giri, e il secondo partito dalla diciassettesima casella in griglia - e chi gli toglie la vittoria nella "Beati gli ultimi"?.


Dagli altri due grafici, quello relativo ai tempi sul giro e ai distacchi, e anche qui val la pena di sottolineare la gara di straordinaria apnea agonistica sfoderata da Vettel che, caduto a fondo gruppo dopo il primo cambio gomme, risale come furia facendo segnare, anche se invischiato nel traffico e nei sorpassi, tempi a livello dei leader della corsa, e del suo compagno di squada Mark Webber. E' anche clamorosamente evidenziata nei grafici seguenti la crisi di Raikkonnen dal 52° giro o giù di lì che ha sancito il clamoroso fallimento dell'altrettanto clamoroso tentativo di percorrere 53 giri con un treno di gomme la cui percorrenza massima era stata stabilita intorno ai 35. Come s Shangai 2012 anche in India 2013 per il finlandese è andata male.
E' rimasto un scambio di battute tra i box Lotus e Kimi che probabilmente ha insegnato più inglese ai miei figli che cinque anni di scuola dell'obbligo italiana:)



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