La prima e l'ultima

Parco di Monza, 4 settembre 1927, un posto grigio e freddo, una giornata incredibilmente atipica per il luogo e il periodo dell'anno. La pioggia cadeva insistentemente sin dalla notte precedente e sulla pista dell'Autodromo Nazionale le prime foglie autunnali si incollavano sull'asfalto a rendere l'asfalto ancora più infido.
Eppure a dispetto di tutto questo le tribune erano piene d'attesa per il debutto della prima FIAT da Gran Premio, la 806. meraviglia meccanica della giovane casa torinese di cui si diceva un gran bene e da cui ci si aspettava uno spettacolo per occhi e orecchie.
Anche se la vettura guidata da Bordino era iscritta alla gara di 50 Km, e non a quella principale di 500 Km, lo stesso il via della corsa a supporto vide tutti gli occhi dei presenti puntati sulla nuova FIAT 806, e lo spettacolo fu uno di quelli da ricordare.
Sull'asfalto traditore e nemico di quel giorno Bordino, dopo qualche chilometro di studio della pista e della nuovissima vettura, si lanciò al massimo delle sue capacità passando con facilità l'Alfa P2 di Campari e la Bugatti di Materassi per concludere la gara vincitore con un vantaggio di più di mezzo minuto sul secondo classificato, il Conte Maggi su Bugatti.
Quella vittoria fece pensare all'inizio di una fiera opposizione da parte della FIAT contro le dominatrici della stagione, le Delage, specialmente nelle mani di Robert Benoist, ma la casa torinese decise di che l"esperimento" 806 dovesse iniziare e finire con quella vittoria a Monza.
Lo stesso però, quel giorno, rimane nella storia da corsa italiana, e chissà quante vittorie avrebbe raccolto la 806 se sono a Torino l'avessero pensate diversamente.

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