Troppo vento quel giorno


Agli inizi del 1955 l'Italia poteva dirsi padrona della Formula 1; non solo case come Ferrari e Maserati, ma anche tanti piloti di talento: Farina, Ascari, Taruffi, Villoresi, Castellotti, Musso.
Due anni dopo, nel 1957, di tutta questa lista di nomi ne era rimasto uno solo a difendere i nostri colori: Luigi Musso.
Ascari e Castellotti se ne andarono in incidenti, Taruffi e Farina, dopo aver speso una vita sulle strade e circuiti di mezzo mondo, capirono che era il momento giusto per ritirarsi.
Luigi Musso aveva ancora una vita intera davanti, voleva correre, e soprattutto vincere. Lui la vita la prendeva per le corna, anche le corse; spavaldo sino alla strafottenza.
1958: dopo due gare è in testa al campionato del mondo, il suo amico Castellotti è morto, lui va avanti. Il maggiore rivale nella corsa al titolo è il compagno di squadra Hawthorn.
Si corre a Reims, Francia, circuito velocissimo in mezzo alla campagna francese. In particolare c'è una curva, la chiamano il "Calvaire", e già a non sapere il francese uno si tocca solo a sentirla nominare. E' velocissima, e per affrontarla bisogna tenere giù; e in presenza di certe condizioni si deve saper alzare leggermente.
Quali condizioni? Il vento. Juan Manuel Fangio, l'unico si dice che sia mai riuscito a percorrerla in pieno, diceva che bisognava osservare le foglie degli alberi all'ingresso della curva: solo se non si muovono e il vento è debole è possibile pensare di non alzare in piede per tutta la curva.
Quel giorno, 6 Luglio 1958, Hawthorn scatta davanti, Musso non ci sta, è determinato a raggiungerlo; al decimo giro è quasi attaccato alla coda dell'inglese, arrivano alla curva del Calvaire, Luigi decide di non alzare il piede, lo sguardo fisso al codone rosso davanti a lui...
Qualcuno sottovoce parlerà di manovra scorretta di Hawthorn, altri tireranno in ballo la storia del destino, lo stesso che aveva già colpito Ascari, Castellotti, De Portago.
Pochi si resero conto che quel giorno le foglie sugli alberi si muovevano; eccome se si muovevano.

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