mercoledì 13 novembre 2013

Formula e formula

E' sempre interessante seguire le gare di contorno al GP, ormai da parecchi anni si possono apprezzare in diretta TV le gesta e le peripezie di chi un giorno dovrebbe sostituire gli attuali mattatori del mondiale, e credo sia inevitabile a questo punto fare un paio di considerazioni sul meccanismo diabolico messo in atto dalla FIA per creare un percorso segnato alla Formula 1 che in realtà così guidato non è, anzi.
L'ultima notizia a proposito dell'inutilità della GP2 è il quasi sicuro doppio siluramento della coppia sudamericana Perez-Maldonado. 
Imputata è ovviamente la GP2, creata per preparare il pilota per la Formula 1 ma che alla luce dei fatti non sembra essere riuscita in pieno nel suo intento. Certo Lewis Hamilton e i due Nico, Rosberg e Hulkenberg, sono esempi lampanti - ci aggiungerei il nostro Valsecchi che se messo in condizione potrebbe stupire molti - di talenti sfornati dalla serie propedeutica alla Formula 1 per eccellenza, ma ci sono anche i vari "incompleti Perez, Maldonado, Piquet Jr, e tanti piloti che sembrano destinati a vivere e morire come contorno di un GP.
Se poi fai un confrronto con il parallelo campionato di Formula Renault 3.5 la faccenda sembra meno luccicante di quanto sembri.
Ricciardo, Vergne, Da Costa, Magnussen, ma anche Kubica. Quasi in silenzio e senza fare troppo tumore, sono usciti una caterba di talenti dalla serie alimentata dalla voglia di corse della Renault - seconda solo a quella della Ferrari direi - e la sensazione è che i manager delle principali scuderie di Formula 1 non si attardino al muretto box dopo la qualifica del sabato ma preferiscano attingere nuove leve altrove.
I motivi di questa situazione? Mah, magari non esiste nemmeno, ma mi piace puntare su due, anzi tre, fattori che contribuiscono a minare la credibilità della GP2.
Il primo, e conseguentemente il secondo, è legato all'ansia da prestazione nei confronti della Formula maggiore che genera nei piloti una volta entrati in pista comportamenti al limite di ogni etica automobilistica da corsa; e il secondo, a parere del sottoscritto un non senso assoluto, la disgraziata regola dell'inversione dei primi otto, che rende la seconda gara una specie di farsa a uso e consumo di un pubblico che in fondo tanto stupido non è. Piloti che come premio per aver vinto una corsa si vedono retrocessi in quinta fila: un'idiozia completa, tanto vale lanciare i dadi o invertire tutta la classifica, o fare come la World Series Renault dove, incredibilmente, la griglia di partenza è deciso dall'esito di una sessione di qualifica. Geniale vero?
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