giovedì 28 novembre 2013

GP Brasile 2013: beati gli ultimi

E' stata una domenica di tensione e forti emozioni quella vissuta ad Interlagos. Mentre la maggior parte dei riflettori seguiva un campionato già ampiamente deciso dall'insaziabile Sebastian Vettel, dietro ci si combatteva all'ultima curva il titolo di campione del mondo della "Beati gli ultimi", con il rischio di pioggia sempre in agguato e pronto a ribaltare posizioni e situazioni.
 E ovviamente non poteva mancare il colpo di scena, l'episodio chiave in grado di segnare una intera annata. Siamo sul finire della gara e le telecamere riprendo per un attimo una monoposto verde che rallenta pian piano. Un ritiro come un altro per la maggior parte dei presenti, ma non per noi visto che il protagonista era Charles Pic, costretto ad abbondare gara ed ogni possibilità iridata. Arrivato in Brasile con ancora la matematica certezza di poter vincere il titolo piloti, l'aver sventolato bandiera bianca ha di fatto consegnato l'iride a Esteban Gutierrez, bravissimo nel trovare proprio in queste ultime tre appuntamenti il guizzo vincente che gli ha permesso di tagliare il traguardo più importante. Nonostante fosse al debutto della massima formula il messicano nel corso di tutti questi mesi è riuscito a tenere testa diverse volte a nomi di spessore del circus, per poi diventare l'unico vero pretendente al titolo dopo l'abbandono di Raikkonen causa schiena da curare.
Continua invece la sfortuna per Pic, leader della classifica iridata per gran parte del campionato salvo proprio nei momenti più importanti, pagando troppi ritiri che di fatto gli hanno impedito di coronare quel sogno sfiorato anche nel 2012.
Via liberi quindi ai festeggiamenti di Esteban addirittura dal podio, prestazione che dimostra la ferma volontà di questo ragazzo nel far suo il mondiale, insieme al duo McLaren Button e il connazionale Perez. Proprio loro due passano sotto la bandiera a scacchi rispettivamente in prima e seconda posizione, clamoroso risultato per Sergio malamente scaricato dagli uomini di Woking e andatosene con vittoria e persino giro veloce. 10 punti pieni di rabbia, con un futuro da ricostruire nella massima formula. In condizioni incerte tra asciutto e bagnato non potevo certo mancare Jenson che così rimane nella parte medio-alta della classifica e da al suo team punti preziosissimi nella classifica costruttori.
Decisamente meno felice Felipe Massa, quarto e di un soffio fuori dal podio proprio nel Gp di casa oltre che alla sua ultima apparizione da pilota Ferrari. L'esperto brasiliano si congeda da Maranello con tre punti strappanti di grinta, dopo una penalità che evidentemente ha complicato non poco la sua domenica. Ultimi due piazze a punti a Jules Bianchi e Lewis Hamilton, rientrato in extremis nella zona punti non riuscendo però a sopravanzare il compagno di squadra Rosberg. I due della Mercedes sono quindi a braccetto nella poco felice ultima piazza, assieme all'ormai ex Mark Webber.
Nei box della Caterham comunque si può festeggiare dato l'arrivo - almeno - del titlo costruttori. Ad un certo punti sembrava che la Force India potesse realmente puntare al clamoroso sorpasso, peccato che entrambi i piloti della squadra indiana non siano riusciti a marcare punteggia ne in America ne in Brasile. Per solo due lunghezze quindi la struttura di Tony Fernandez esce vincitrice, rischiando molto ma almeno potendosi in qualche modo consolare dopo il triste ritiro di Pic nell'ultimo quarto di gara. Balzo in avanti della McLaren che in pochi istanti è la quarta forza del campionato, giusto dietro ad una Lotus in forma ma fortemente penalizzata dall'uscita di scena di "Iceman". Si chiude quindi con un finale scoppiettante il 2013 targato "Beati gli ultimi", l'ultimo nella storia animato dai propulsori V8. Qui sotto le classifiche finali.



MAGLIA NERA
Decisamente meno combattuta invece la "Maglia Nera", alle prese invece con un dominio tale e quale a quello istituito da Sebastian Vettel nel campionato "maggiore". La differenza qui sta solo nei nomi dei protagonisti, in primis quel Max Chilton alla sua prima stagione nella massima formula ed in grado di segnare due incredibili record. Innanzitutto quello di aver concluso tutti i diciannove GP in calendario sempre tra i primi sei, e poi quello del maggior bottino finale con ben 123 punti finali. Un limite difficilmente raggiungibili. L'inglese termina una stagione trionfale ovviamente con la vittoria, la terza di fila piegando ancora una volta la resistenza di Giego van der Garde, buon secondo oggi a confermare la sua posizione da vice-campione del mondo anche nella generale. Alla fine l'olandese ha fatto un ottimo lavoro riuscendo a tenere per quanto possibili i giochi aperti, ma contro un rivale in forma come Max la sconfitta era praticamente sicura.
Tutto possibile anche grazie all'affidabilità della Marussia, non a caso vincitrice del titolo mondiale costruttori e in festa anche ad Interlagos portando i suoi due piloti in prima e terza posizione. Manca all'appello solo Charles Pic, tradito dalla sospensione della sua verde monoposto prima della bandiera a scacchi favorendo la risalita di Maldonado, Vergne e sopratutto Kovalainen, vecchia conoscenza tornato qui giusto nell'ultimo appuntamento segnando un punto iridato che lo fa debuttare sul fondo della classifica, comunque a "pari-merito" con un Webber ormai concentrato verso la sua nuova avventura nel WEC. Rispetto alla gara negli U.S.A praticamente non vi è stato nessun cambio di posizione sia nella graduatoria piloti che quelle riservata alle squadra, segno che la stagione 2013 della Maglia Nera ha già ampiamente mostrato i suoi reali valori. Una Marussia mai così in forma ispirata dall'insaziabile Chilton, Caterham sostenuta dalla sua coppia di piloti ma comunque non in grado di battagliare alla pari con il team anglo-russo e tutti gli altri nella semplice parte di comparse, in primis la Williams si terza forza del campionato ma distantissima dalle prime due. Forse con ancora la mai dimenticata HRT in pista l'esito sarebbe stato più incerto, o forse ci sarebbe stato lo stesso identico esattamente come successo nelle ultime stagioni. Si chiude così anche questa annata, con un 2014 che si preannuncia rivoluzionario sotto tutti gli aspetti. Per davvero questa volta. Seguono le classifiche finali.


E per finire ecco il riassunto degli anni precedenti. Prima per la "Beati gli ultimi":

2012
  1. Perez       48                                       Sauber           73
  2. Pic           37                                       Toro Rosso    72
  3. Vergne     35                                       Marussia        65
2011
  1. D'Ambrosio  46                                   Toro Rosso    73
  2. Alguersuari   45                                   Sauber           72
  3. Kobayashi     45                                   HRT              65
2010
  1. Chandok       38                                    HRT              94
  2. Alguersuari  37                                     Force India    62
  3. Liuzzi           36                                    Toro Rosso    55
2009
  1. Fisichella     72
  2. Buemi          37
  3. Heidfeld       34
e a seguire la storia della "Maglia nera":

2012
  1. De la Rosa      86                                 HRT           180
  2. Karthikeyan   84                                 Marussia     127
  3. Glock             59                                 Catheram     83
2011
  1. Liuzzi            83                                 HRT             180
  2. D'Ambrosio   71                                 Virgin          127
  3. Glock             56                                 Lotus           83
2010
  1. Trulli             65                                 HRT             171
  2. Di Grassi      54                                  Lotus F1      110
  3. B. Senna       53                                  Virgin          93
2009
  1. Sutil              56
  2. Fisichella      48
  3. Buemi           41
 E anche per quest'anno i GP alla rovescia hanno dato il loro verdetto. Grazie a tutti e ci si vede, se dio vuole, nel 2014 con il turbo a gogo:)
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