domenica 17 novembre 2013

GP USA 2013: i più e i meno

La Pirelli lo ha "minacciato" nei giorni precedenti il GP di Austin. Di fronte al tiro la bersaglio cui è sottoposta da inizio stagione ha sventolato lo spettro della corsa a singola sosta e, nell'esaltazione texana un poco patinata, abbiamo avuto la dimostrazione di cosa potrebbe essere la Formula 1 senza le tanto criticate mescole Pirelli "modello scaripina di Cenerentola". Non è questione di un pilota che vince otto corse consecutive, è più lo spauracchio di vedere una gara come processione di monoposto più o meno vincolate una dietro l'altra.
Austin 2013 ha consegnato alla storia l'ottava vittoria consecutiva per Sebastian Vettel, routine forse, impresa da ricordare magari. Come ha anche sottolineato la leggenda vivente Mario Andretti sul podio.
Alle sue spalle l'unica alternariva valida di questo finale di 2013, la Lotus nelle mani di Grosjean, che ha resistito al ritorno della seconda Red Bull di Mark Webber, ancora una volta titubante al via ma generoso nel non provarci a tutti i costi alla prima curva nei confronti del compagno di squadra partito non proprio al massimo.
Detto di un Perez tornato dopo il licenziamento ai livelli 2012; di un Kovalainen che in fondo conferma l'impressione "annacquata" data in tutti i suoi anni in Renault e McLaren; di un Hulkenberg ancora protagonista di una gara ai massimi livelli; di una coppia Mercedes poco convincente ma che comunque avvicina la squadra al secondo posto nella classifica costruttori; ecco i più e meno dall'assolato circuito di Austin.                                                                

                                                                             Piloti

Efficace:
 Vettel (E' stato forse graziato dal compagno si squadra al via, e allora per lui si sono aperte le porte per l'ennesimo successo. Ma Seb ha vinto anche ad Austin, e sono 38, tante, soprattutto se si considera l'arco di tempo in cui sono avvenute. Fine settimana da protagonista per Bottas che dopo delle qualifiche decisamente positive si conferma anche in gara andando per la prima volta a punti in carriera, e guidando una Williams 2013. Altra conferma per Grosjean,  rinato dopo l'estate, capace di partire e correre per un GP intero al massimo e senza fare errori. Una roba da non credersi se si guarda solo a dodici mesi fa.)
Massa (Chi l'ha visto? Sembra di vedere Barrichello, tanti misteri attorno alla sua monoposto, e quando non è la sfortuna, è la temperatura, o le gomme, o il telaio che vive di una vita tutta sua.  Mah... Ha praticamente toccato metà della griglia al via Maldonado e non certo per colpa del team.)

Combattivo:
Alonso (Né mal di schiena né mal di testa sembrano condizionare più di tanto il rendimento dello spagnolo. Solito gran cuore da gara  per Fernando che lotta nonostante una partenza non proprio perfetta. Bel sorpasso di Webber su Hamilton  e gara piena di decisione per Rosberg impegnato in una lunga serie di sorpassi.)
Ricciardo (Sarà che l'anno prossimo cambierà tutto ma l'australiano visto in questo finale di stagione sembra destinato al macello nei confronti del mostro Vettel con cui dovrà confrontarsi l'anno prossimo. Nota anche per Button, la psiche umana è imprevedibile ma per tutto il fine settimana l'inglese è parso un gradino al di sotto del "tagliato" compagno di squadra..)

Fortunato:
- (.)
Sutil (Un fine settimana da incubo per il tedesco, prima il guasto ai freni del sabato poi l'incontro in pista con un Maldonado versione "Milano calibo 9". Onestamente non vedo grosse responsabilità da parte di Adrian )


Auto

Efficace:
Red Bull (Basta, non se ne può più, ormai tutto è già stato detto sulla magia della RB9.  Ancora una volta la Lotus e apparsa come l'unica alternativa valida, perlomeno nelle mani di Grosjean, e cresce il rammarico di non aver potuto vedere Valsecchi al volante della E21. Dopo un campionato disastroso ritorna a punti la Williams, tardi certo, ma meglio che mai) 
Ferrari (Prosegue il disimpegno della F138, anche in Texas è sembrato tutto lasciato al caso,  se va siamo bravi ma senza saper il perché, se va male semplicemente non si sa il perché. Persino l'opinione pubblica sembra narcotizzata di fronte alla "psicologia" Ferrari Non ha fatto molto di più la Mercedes,  anche se probabilmente ha fatto il necessario per assicurarsi il secondo posto nella classifica costruttori.) 
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