lunedì 2 dicembre 2013

Cosa resterà del 2013: parte 1

Annata a due facce quella del 2013, come d'altronde ha fatto notare anche il presidente della Ferrari, Luca di Montezemolo, nell'intervista rilasciata qualche giorno fa alla RAI. La prima parte caratterizzata da un equilibrio all'insegna della non conoscenza del nuovo tipo di gomma introdotta dalla Pirelli per il 2013; la seconda con lo scandalo del test Mercedes, con la giornata spartiacque di Silverstone, e con la Red Bull che ha saputo sfruttare meglio il ritorno al passato attuato dalla casa italiana di pneumatici.
Come ogni fine di stagione, che ultimamente coincide con il periodo pre-natalizio, è arrivato il momento per questo minuscolo blog di di riassumere la stagione attraverso il minimo insieme di avvenimenti, fatti, personaggi che hanno contraddistinto l'anno che sta per finire.
Partiamo dunque con la prima parte di questo elenco, e con cos'altro si potrebbe partire se non con...

1) Il quarto titolo di Sebastian Vettel: ovviamente con il quarto titolo consecutivo di Super Seb, quest'anno più dominante che mai. Ha distrutto persino il morale di un lottatore come Fernando Alonso: 13 vittorie di cui 10 nelle ultime 11 gare - le ultime 9 consecutive, riportando indietro l'orologio di mezzo secolo e più - 9 pole positions, a fronte di 0 vittorie e 2 pole del compagno di squadra, tanto per avere un paragone. Certo quelli della Red Bull lo hanno coccolato e viziato come pochi ma il feroce Seb ha saputo sfruttare al meglio ogni attenzione che a Milton Keynes gli hanno dedicato. Vincere aiuta a vincere, e il giovane Seb ha saputo capitalizzare al meglio il momento magico della Red Bull e anche una certa debolezza da parte di avversari e Federazione.

2) L'anno Ferrari: paragonato a certi periodi di metà anni 90 il 2013 è da considerarsi un anno praticamente positivo, ma se mettiamo sul piatto le aspettative, e riguardiamo i proclami da parte di piloti e dirigenza prima del GP d'Australia, beh allora... Non sarei però così severo nel confronto della stagione 2013 Ferrari, in fondo a Maranello hanno dovuto lottare non solo in pista, e il secondo posto nel mondiale di Fernando Alonso non è stato bissato dal secondo posto nella classifica costruttori solo a causa dell'accanimento terapeutico nei confronti di Felipe Massa. Ma questo è un altro discorso. A pesare sulla stagione Ferrari poi e soprattutto quello che è accaduto dopo Barcellona e Silverstone, i due spartiacque del 2013. Il primo per le lamentele Red Bull e Mercedes e il secondo decisivo nel cambio di direzione Pirelli.
 
3) Il test Mercedes: la Formula 1 è l'unico sport in cui è vietato allenarsi e in cui chi se ne frega bellamente di questa regola acquisendo un vantaggio conclamato viene condannato con una pacca sulle spalle. Un pagina di ingiustizia sportiva da farti pensare che forse sarebbe meglio appassionarsi a sport tipo bocce o tamburello dove se non altro la palla rimane sempre quella. Pietose e ridicole poi le motivazioni e le giustificazioni sfoderate dalla squadra tedesca nel momento del bombardamento mediatico dopo il GP di Monaco, la storia del casco nero utilizzato, da non credersi. Da non credere anche il comportamento della Pirelli che finge di non conoscere o il regolamento o il modello Mercedes 2013, fatto sta che non fa nulla per impedire il test e la presa di vantaggio indiscutibile da parte del team tedesco.

4) Il dietro front della Pirelli e la delaminazione: La Formula 1 è anche l'unico sport in cui ti cambiano le specifiche di uno degli attrezzi principali  a stagione in corso. Legioni di tecnici, notti intere durante l'inverno passare a progettare e ottimizzare buttate nel c.... dopo l'attacco di panico di mezza estate - sapientemente orchestrato in verità da di un paio di scuderie - che ha colpito la Pirelli. 60 anni e più di Formula 1 e improvvisamente ci si è trovati di fronte a gomme che si spelavano a strati come cipolle, pericoloso, ma la prima parte di stagione con le Pirelli "a strati" è stata d gran lunga più divertente e appassionante lasciando spazio invece a una seconda parte scontata e già scritta nelle classifiche 2012.

5) Il mal di pancia di Fernando Alonso: quando nel pieno dell'estate è uscita l'ormai famosa dichiarazione di Fernando Alonso riguardo ai suoi desideri per il regalo di compleanno, era persino inutile negare l'evidenza da parte della Ferrari. Montezemolo ha bacchettato il campione spagnolo, lo ha fatto rientrare nei binari, non ha però chiuso il tarlo che si è aperto, da qualche anno ormai, nella mente dello spagnolo, quel tarlo che lo fa desiderare la macchina d'altri e lo relega in un processo di invidia e gelosia che forse danneggia prima di tutto se stesso. Chissà che la compagnia di uno come Raikkonen l'anno prossimo non gli insegni a twittare e desiderare di meno gli oggetti degli altri.

E non è finita qui.



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