martedì 3 dicembre 2013

Cosa resterà del 2013: parte 2

Non c'è stato solo Vettel, il dietro front  Pirelli, la Ferrari e i mal di pancia di Alonso,  in questo 2013, altri protagonisti hanno trovato lo spazio per farsi notare, alcune vecchie conoscenza, altri inaspettate sorprese, alcuni in positivo, altri in chiaro scuro. Proseguiamo dunque la carrellata di ciò che il 2013 ci ha lasciato, o che magari doveva dare o invece non ha dato.
Dietro i due litiganti, Alonso e Vettel, a turno hanno trovato la luce del palcoscenico Kimi Raikkonen, i due piloti della Mercedes, il reietto Roman Grosjean, mentre hanno passato dodici mesi decisamente problematici Pastor Maldonado e soprattutto la McLaren, protagonista di una delle stagioni peggiori della sua storia. Ma andiamo con ordine:

6) La stagione moscia di Lewis Hamilton: lui e Alonso da nemici giurati sono diventati amiconi per la pelle, non mancano occasione di farsi complimenti a vicenda, di ricordare che loro sono i migliori e che l'"altro" invece vince per esterne volontà divine. Ma tutti e due sembrano accomunati da un male oscuro che rode le loro coscienze e che 1i porta a non concepire come loro, quasi predestinati, non possano vincere titoli mondiali a ripetizione. La situazione di Hamilton è poi preoccupante, sembrava destinato a dominare la scena per un decennio, ha vinto un titolo nel 2008 e poi ha pagato, un po' come il Raikkonen prima maniera, la cronica mancanza di affidabilità della McLaren. Il 2013 dopo un crescendo promettente, lo ha visto chiudere senza acuti, quasi remissivo in pista, una situazione nuova e imprevedibile per lui.
7) L'anno delle Lotus: la vittoria di Raikkonen a Melbourne, ma anche i tanti podi conquistati, prima dal finlandese e poi nella seconda parte di stagione di Grosjean, l'hanno fatto assurgere a seconda forza dopo la devastante Red Bull. E' stato però un anno a due volti anche per la Lotus, con risultati in pista esaltanti ma situazioni poco chiare ai box e nel rapporto soprattutto con Raikkonen. La faccenda degli stipendi non pagati ha fatto persino arrabbiare l'algido Kimi, provocato una diaspora di tecnici - tra cui il ritorno di James Allison alla Ferrari - e costretto Bouiller ad arruolare Maldonado per coprire le spese in vista della stagione 2014.
8) La rivincita di Grosjean: quando alla partenza del GP del Belgio 2012 la sua E20 trovava pace semi distrutta dopo aver devastato mezza griglia nessuno avrebbe scommesso un Euro sul prosieguo della carriera in Formula 1 dell'ex impiegato svizzero-francese. E invece dopo un inizio un poco titubante e qualche segno di recidività Romain ha trovato la via, grazie anche all'aiuto di uno psicologo sportivo, ma poco importa. Per lui non era questione di decimi o secondi, quelli li aveva nel taschino, era più una questione di equilibrio, di distribuire le forze nell'arco di un fine settimana o di una gara. Da qui a dire che è nato un campione ne passa, ma nello stesso tempo si può benissimo dire che un brocco è morto.
9) L'ultimo anno di Massa in Ferrari: nessuno potrà dire che non ci hanno provato, ma forse nessuno può nemmeno dire che l'abbiano voluto fino in fondo. Perché per trovare le radici dei mali di Felipe Massa bisogna tornare indietro a Hockenheim 2010, a quel "Fernando is faster than you" che ha demolito la personalità del brasiliano e il suo tentativo di lottare per il predominio in squadra con l'imperatore Fernando Alonso. Hai voglia poi di lamentarsi dello scarso contributo di Massa: costretto ad andare forte per raccogliere punti ma non troppo forte per non provocare troppo il compagno di squadra. Facile a dirsi, terribilmente complicato da farsi. Adesso Massa e la Ferrari si separano, e forse l'unico rimpianto per entrambi è per non averci pensato prima.
10) La stagione da dimenticare della McLaren: Button aveva lanciato l'allarme dopo la prima sessione di prove invernali di Jerez, la MP4-28 non va, non ha carico, il miglior tempo nella prima giornata di test era dovuto paradossalmente a un elemento della sospensione fissato male che aveva alterato l'altezza da terra. Aveva ragione Button, il 2013 non ha portato nemmeno un podio per la casa di Woking, un bottino da Ferrari primi anni 90, un disastro, che ha travolto anche la quasi promessa Sergio Perez.
11) Le stagione no di Perez e Maldonado: dei due sudamericani pronti per lanciarsi nell'olimpo della Formula 1 alla fine del 2012 non c'è più traccia. Perez è stato bocciato dalla dirigenza McLaren pagando una prima parte di stagione problematica al di là dei problemi della vettura. Troppi guai in pista per Sergio, troppi piedi importanti pestati e soprattutto facendo troppo rumore e pochi risultati. Le ultime gare lo hanno rivisto protagonista in positivo, al contrario di Maldonado, travolto dalla crisi Williams e in lotta con tutti, in squadra e in pista, e anche un po' con se stesso.
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