lunedì 16 dicembre 2013

Le Interviste impossibili: Tony Brise (parte 1)

Tony Brise, Graham Hill e Ray Brimble nei box di Zolder durante il Gp del Belgio del 25 Maggio 1975 La notizia della sua morte lasciò tutti con una sensazione di qualcosa di incompleto. Tony Brise era un vero talento naturale per le corse. Non era certo un carattere facile, e aveva una tale convinzione delle proprie capacità che, a prima vista, poteva anche sembrare arrogante. Per tanti versi era un Ayrton Senna ante litteram. Non riuscì a diventare grande, il tempo a disposizione per lui fu poco, perché,  statene certi, ne avesse avuto di più a disposizione Tony Brise, come Senna, avrebbe potuto vincere campionati del mondo a ripetizione, suscitare impressioni e passioni forti e contrastanti tra tutti gli appassionati di Formula 1, diventare un simbolo di un'epoca intera.
Lo incontro in un bar dell'aeroporto di Heatrow, comodo per me, comodo per lui che bazzica quelle zone a est della City,

- YAF1 Partiamo dalla fine
- TB No di quello non ne voglio parlare.

E allora parliamone noi. 9 Novembre 1975: una nebbia densa come può crearsi solo da quelle parti grava sulla zona dell’aeroporto di Elstree a nord di Londra. La BBC diffonde le prime notizie che parlano di “un aereo privato proveniente da Marsiglia, e precipitato a causa della densa nebbia sul campo da golf di Arkley durante un tentativo di atterraggio all’aeroporto di Elstree… I primi soccorsi stanno arrivando sulla scena della sciagura… Non possiamo sapere se ci siano superstiti o meno…
A quei tempi tra gli aerei privati che seguivano la rotta da Marsiglia a Londra c’erano quelli delle squadre di Formula 1 impegnate nei test sul circuito francese del Paul Ricard. In particolare, chi era a stretto contatto con Graham Hill, sapeva che l’ex pilota inglese, appena ritiratosi dalle competizioni e diventato team manager del team “Embassy Hill”, aveva l’abitudine di utilizzare proprio l’aeroporto di Elstree come pista di atterraggio preferita.
A nemmeno vent’anni anni di distanza dal 1958, quando l’Inghilterra si trovò a piangere per la perdita dell’intera squadra del Manchester United, un’altra tragedia aerea scuoteva il mondo sportivo britannico.
Graham Hill, il progettista Andy ‘Pencil’ Smallman, tre meccanici, Ray Brimble, Tony Alcock, Terry Richards, e Tony Brise, stella nascente dell’automobilismo britannico persero la vita in quell’incidente.
Nelle prime ore dopo la notizia, la morte di Graham Hill sovrastò nell’attenzione dei media britannici quella degli altri componenti della squadra. E, solo a mente fredda ci si rese conto che non era solo scomparso l'ex pilota due volte campione del mondo, ma, insieme a lui, se n’era andato, a soli 23 anni, anche Tony Brise, un talento che forse avrebbe potuto diventarlo altrettante volte.

- YAF1 Allora parliamo degli inizi
- TB Questo si, gli inizi, i soliti di ogni pilota, bambino quasi ragazzo, diciamo che però il mio è sì un inizio da bambino prodigio, grazie anche a mio padre che vendeva kart e con cui logicamente ebbi da subito la possibilità di cimentarmi in pista, ma non fu un inizio così facile come si potrebbe pensare.
- YAF1 Perché? In meno di quattro anni passasti dalla Formula Ford alla Formula 1...
- TB  Sì è vero, ma in quel periodo c'era in giro tanta gente in gamba e fu davvero difficile.
- YAF1 E quindi?
- TB Quindi ti spiego: nel 1971 ho a disposizione una Merlyn nel campionato di Fomula Ford, vinco parecchie gare, arrivo secondo in campionato, mi nota Bernie Ecclestone, sai chi è vero?
Sorrido.
- TB Comunque, Bernie mi offre per il 1972 una Brabham BT35 per il campionato inglese di Formula 3, sono a posto penso...
- YAF1 E invece?
- TB E invece il 1972 è l'anno perfetto di Roger Williamson e della GRD, la Brabham non va, così sono costretto a passare anche io alla GRD ma ormai il campionato è andato, anche se qualche soddisfazione riesco comunque a levarmela.
- YAF1 Deluso?
- TB Non ci penso, anche perché l'anno dopo, il 1973, è il mio anno perfetto. Con la GRD e la March 733 vinco i due principali campionati inglesi di Formula 3, il John Player Special Championship e, a pari punti con Richard Robarts, il Lombard Championship, e poi faccio secondo nella gara più prestigiosa dell'anno, quella di Montecarlo.
- YAF1 E questo non si può certo definire un brutto anno.
- TB No, ma che tu ci creda o no alla fine del 1973 mi ritrovo senza uno straccio di contratto, un disastro, oh sì, tutti a dire, ma quanto è bravo Tony Brise, ma intanto gli altri raccoglievano sponsorizzazioni e contratti, io un bel niente.
- YAF1 Proprio niente?
- TB Beh vinsi qualche premio, il "Grovewood Award“, ma questo non bastò per trovare le sponsorizzazioni necessarie per correre in Formula 2 nel 1974. Così, con una soluzione di ripiego, sostituì il motore alla March di Formula 3, e mi iscrissi al campionato di Formula Atlantic inglese, non potevo rimanere fermo. Ma il peggio doveva ancora venire...
- YAF1 Cioè?
- TB Faccio appena in tempo a vincere la prima gara del campionato inglese di Formula Atlantic che sbatto a Snetterton e lì la stagione minaccia di finire sul nascere... macchina distrutta e nessuno sponsor.
- YAF1 Un bel disastro, ma possibile che nessuno dopo le vittorie del 1973 abbia messo il tuo nome sul taccuino?
- TB Beh, in verità qualcuno lo fece, per mia fortuna, fu Teddy Savory del team Modus, che mi propose di entrare nella sua squadra, niente di che, in fondo anche la loro era una Formula 3 modificata e i mezzi erano limitati, ma comunque potevo correre e riuscii anche a vincere della gare. Fu lui che mi fece rimanere a galla e che mi permise di non cadere nel dimenticatoio. Perché fu in quel periodo che gettai la basi per il mio ingresso in Formula 1.
- YAF1 Da niente alla Formula 1.
- TB Già, tutto in pochi mesi, strana la vita vero?


Nota editoriale: il presente post è frutto di pura fantasia e non rappresenta in alcun modo un'intervista reale (non si sa mai...)
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