venerdì 20 dicembre 2013

Pierino la peste


Jacky Ickx arrivò in Ferrari sul finire degli anni sessanta con la fama del ragazzino terribile, con quella faccia da bambino troppo cresciuto e la caratteristica, in verità ben preso abbandonata, di mangiare spaghetti crudi.
Non era uno solo veloce, era anche un pilota che sapeva sentire la macchina in ogni condizione, soprattutto sul bagnato, e che riusciva a dare preziose informazioni a tecnici e meccanici meglio di mille telemetrie moderne.
Prove del GP del Canada 1968, Ickx sente che l'acceleratore in una curva tende a bloccarsi, non il massimo delle sensazioni per un pilota.
Rientra ai box, parla con il suo capo meccanico, si controlla la ghigliottina e la corsa del filo, sembra tutto a posto, i meccanici gli chiedono se è sicuro, lui risponde con un mezzo sorriso che vale più di ogni ulteriore discussione.
Riparte, e dopo mezzo giro il problema si ripropone, sempre nella stessa curva veloce, rientra ancora ai box, altro scambio di opinioni, i meccanici storcono la bocca, controllano ancora, questa volta un po' meno convinti. Dopo pochi minuti gli dicono che è tutto occhei, lui riparte. Ickx si lancia sui saliscendi del circuito di Mont Tremblant, un azzardo che oggi nemmeno i provinciali di ciclismo ci farebbero disputare.
Stessa curva, e ancora stesso comportamento, però questa volta l'acceleratore non si sblocca e la Ferrari si disintegra con il motore al massimo. Quando l'altoparlante comunica un incidente a Ickx qualcuno ai box Ferrari comincia a sudare freddo. Ci si prepara al peggio.
Per fortuna non sarà nulla di grave, una gamba rotta, poca roba per lo standard dell'epoca; e il giorno dopo Jacky Ickx si presenterà nei garage Ferrari con lo stesso identico sorriso con cui era uscito dai box prima dell'incidente.
Share this post
 
Posts RSS Comments RSS Back to top
© 2011 Yet Another F1 Blog ∙ Designed by BlogThietKe | Distributed by Rocking Templates
Released under Creative Commons 3.0 CC BY-NC 3.0