giovedì 5 dicembre 2013

Rivoluzione mancata

Pazzesco, sessant'anni e più di Formula 1 non sono serviti a niente, cambi regolamentari in sequenza dettati da esigenze di sicurezza o costi non hanno insegnato nulla. Siamo qui a sperare nel ritorno al motore turbo e nelle novità aerodinamiche previste per il 2014 come alla manna dal cielo quando tutti sanno già che poco o nulla cambierà negli equilibri e nel concetto di Formula 1, e soprattutto non rendendosi conto che la rivoluzione è già stata fatta, era sotto i nostri occhi, aveva avuto anche successo, ma si è preferito tornare indietro continuare a ignorare che l'unica via per rendere piè spettacolare, "umana", incerta una competizione coma la Formula 1 moderna è quella di farle correre su pneumatici al limite dell'adeguatezza.
La prima parte della stagione 2013 è stato un periodo che tra qualche anno, forse tra qualche mese, verrà ricordato con nostalgia, e di questo bisogna ringraziare lo zio Bernie, pazzo visionario e geniale, e la Pirelli che ha rischiato il linciaggio pur di assecondare il progetto di Ecclestone. Dobbiamo però ringraziare ancora la Pirelli, che si è sentita mancare la terra sotto i piedi, tutta una serie di piloti viziati e incapaci di adeguarsi al nuovo modo di stare in pista, nonché un paio di scuderie parecchie blasonate, per averci tolto sul più bello il giocattolo.
Ovvio che Silverstone 2013 non era una situazione accettabile, ma forse si poteva agire con più calma ed evitare di soffocare la rivoluzione sul nascere. Perché, mettetevi il cuore in pace, l'unico modo di rendere spettacolare la Formula 1 moderna è allagare la pista - come dice lo zio Bernie -, o utilizzare le ormai leggendarie Pirelli prima versione 2013. Tutto il resto è nebbia negli occhi.

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