Il test di Bauer


2004, la Ferrari, o per meglio dire la Ferrari e Michael Schumacher, dopo un inverno pieno di interrogativi nati delle limitazioni imposte all'elettronica dai nuovi regolamenti, si ripresentano per la nuova stagione con il consueto piglio di quel periodo: devastanti.
Prime due corse, Australia e Malesia, e dominio totale, gli avversari designati Mclaren e Williams lontani anni luce. Chiaramente i sospetti su presunte irregolarità, congegni elettronici e non, si sprecano.
In particolare non ci si spiega la velocità della Ferrari in rettilineo e nello stesso tempo l'efficacia in curva. Il concetto che si bisbiglia è uno solo: appendici alari flessibili.
La FIA per questo esercita tutta una serie di controlli sofisticati: materiali e configurazioni analizzate sotto ogni punto di vista e con le strumentazioni all'avanguardia.
Tra tutti questi test ne esiste in particolare uno non documentato, che però viene giudicato il più efficace per valutare la rigidità delle superfici alari: è chiamato Jo Bauer test, dal nome del suo inventore, un delegato tecnico FIA.
Quale sarebbe questo test? Semplice: basta montarci sopra con tutto il proprio peso.

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