sabato 4 gennaio 2014

L'incompreso

Certo adesso lo si cita un po' per riempirsi la bocca come l'esempio del pilota eclettico per eccellenza, l'unico pilota ad aver vinto un mondiale su due e quattro ruote, e che mondiali vien da aggiungere, ma in verità John Surtees rimane probabilmente uno dei piloti più sottovalutati della storia dell'automobilismo.
Storicamente poco supportato dalla stampa inglese, a causa del suo passaggio alla Ferrari poco prima della metà degli anni sessanta e dei successi conseguiti con la casa di Maranello, mai compreso sino in fondo da quella nostrana a causa del suo carattere schivo ed essenziale, John Surtees visse una carriera - automobilisticamente parlando - parallela a quella del grande per eccellenza, Jim Clark, e forse anche per questo ogni sua vittoria non riuscì mai a spiccare troppo.
Surtees però vinse non solo in Formula 1, vinse nella categoria Sport, Can-Am, decise a un certo punto di fare tutto da solo ma come costruttore non ebbe troppa fortuna, forse a causa di qualche suo limite caratteriale che lo portava ad accentrare le decisioni oltre ogni limite. Ebbe un periodo difficile a causa di problemi di salute e di un divorzio travagliato con la moglie Pam, senza contare poi la recente tragedia che lo ha colpito con l'assurda morte del figlio Henry.
Chi lo ha conosciuto lo descrive come una persona discreta, dedita alle corse in modo assoluto, poco vistosa, ma soprattutto, chi lo ha visto guidare al Nurburgring a metà degli anni sessanta dice di aver visto in lui - e non in Clark, o Stewart, o Hill - il vero maestro del Ring.

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