Gentleman driver


Mario de Araujo Cabral. Pilota gentleman portoghese, una volta scritto il nome descriverne per sommi capi la carriera è la parte decisamente meno problematica. Forse le sue apparizioni non fecero scorrere fiumi di inchiostro; ma per essere un semi professionista con la passione del violino il pilota lusitano se la cavò anche benone.
Verso il finire degli anni cinquanta e i primi anni sessanta corse con Maserati e Cooper di scuderie private senza sfigurare troppo di fronte agli assi dell'epoca.
Tanto competitivo che a Monza nel 1963 con la Cooper Climax della Scuderia Centro Sud riesce a qualificarsi per la corsa, anche se ultimo, a soli quattro decimi dall'esperto Maurice Trintignant, ma, e qui nascerà l'inghippo, precedendo di ben due secondi Giancarlo Baghetti sulla neonata macchina italiana ATS.
La leggenda parla di pressioni, anche economiche, da parte degli organizzatori italiani su di lui - non solo, ma anche su De Beaufort e Raby entrambi con tempi migliori di Baghetti in qualifica - per dichiarare forfait e permettere all'ATS di presentarsi al via.
Cosa c'è di vero? Non si sa; quello che si può dire è che a vedere la lista dei tempi tra Baghetti, l'ultimo degli ammessi alla corsa - 1:46.8 - e i "non qualificati" Cabras, Raby e De Beaufort - rispettivamente 1:44.8, 1:45.1, 1:46.4 - effettivamente qualcosa non quadra.

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