Grandi amici rivali

Sarebbe stata una rivalità di cui parlarne per decenni, parlo di quella tra Jochen Rindt e Jackie Stewart. Non che i due non si siano mai incontrati in una pista, ma la loro rivalità non si dispiegò come forse sarebbe stato lecito e sperabile. Il secondo completò quasi in pieno la sua parabola di campione, vincendo tre campionati del mondo di Formula 1 e ritirandosi dopo 99 GP quando forse poteva dare e ricevere ancora qualcosa dalla sua esperienza automobilistica. Il secondo morì proprio sul più bello.
Sarebbe stato un intreccio entusiasmante, a cavallo tra fine anni sessanta e metà anni settanta, tra due piloti che si conoscevano, si rispettavano, si frequentavano anche fuori dai box. Jackie Stewart vinse di più, vinse nel corso di tutta la sua carriera, Rindt invece iniziò a vincere relativamente tardi - la sua prima vittoria fu il GP Usa East a Watkins Glen nel 1969 - e per un periodo troppo breve, ma l'opinione comune era che Jochen fosse più veloce, portasse molto di più la vettura al limite, a volte arrivando a guidare in una sorta di trance agonistica.
Stewart decise di non guidare mai per la Lotus giudicando troppo pericolose le vetture di Colin Chapman, Rindt accettò, e fu una scelta definitiva in tutti i sensi per lui, ma non mancò mai sino all'ultimo di sottolineare una certa fragilità strutturale e una ricerca troppo esasperate del limite nei progetti del tecnico inglese. Ad accompagnare le prime fasi della carriera dell'austriaco un paio di personaggi che hanno fatto la storia della Formula 1, Ron Dennis e Bernie Ecclestone, per Stewart il patron-amico-vecchio zio Ken Tyrrell, tutti e due comunque ben consigliati.
Uno dei gran rimpianti della Formula 1 è quello di non aver avuto in griglia l'austriaco tra il 1971 e il 1973, ma purtroppo a questo non c'è rimedio.

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