mercoledì 19 febbraio 2014

La 84 Ore del Nurburgring

No, non è un errore di battitura, qualcuno a metà anni sessanta penso di mettere in pratica un concetto di corsa che solo a pensarlo ai giorni nostri fa spavento. 84 ore a girare tra i saliscendi e i boschi del Nurburgring, un incubo, o un sogno, da qualunque parte la si veda comunque un'esperienza al limite del paranormale.
Nel 1965 gli organizzatori della Parigi-Sofia-Liegi decisero di sostituire la maratona con una prova di 82 ore - si partì da 82 ma piano piano come vedremo si aumenterà sempre di più -  da svolgersi sul circuito che più si avvicinava a un percorso stradale, ovverosia il Nordschleife al Nurburgring. La gara venne vinta dalla coppia  Henri Greder, Johnny Rives, su Ford Mustang, con 310 giri sul groppone, davanti a un'altra Mustang guidata da Gilbert Stapelaere e Jacky Ickx.
Fatto 82 perchè non fare 84? Così l'edizione 1966 della "Marathon de la Route" viene svolta sulla mostruosa distanza delle 84 ore, una quaresima in pista quasi, con i vincitori, la coppia inglese Julien Vernaeve, Andrew Hedges, su MG, che percorrono 318 giri senza uscire di senno, già un gran bel risultato direi.
La corsa prosegue anche nelle successive tre stagioni senza cambiare durata, sino ad arrivare al 1970 dove gli organizzatori si spingono ancora un po' più in là arrivando addirittura a 86 ore di durata, con la regola che le vetture devono percorrere nelle ultime 12 ore al minimo gli stessi giri percorsi nelle prime 12 e squalifica immediata se un equipaggio si ferma ai box per più di 15 minuti.
Non ditelo a quelli della FIA, altrimenti potremmo correre il rischio di vedere una roba del genere in Formula 1 nel 2015. Comunque per la cronaca la gara viene vinta dall'equipaggio Gérard Larrousse, Helmut Marko - già proprio lui, il "generale" Red Bull -, e Claude Haldi, su Porsche-914, che coprono 360 giri senza, quasi, battere ciglio.
Finita qui? Nemmeno per sogno, la "Marathon de la Route" finisce l'anno dopo, nel 1971, e finisce col botto. 96 Ore!!!, proprio così, 96 ore, e a vincere su 36 partenti sono un trio tutto francese Jacques Henry, Jean-Luc Thérier, Maurice Nusbaumer, alla guida di una Renault Alpine 1600, marcando la magnificenza di 470 passaggi, giro più giro meno, sul terribile anello nord del Nurburgring.
E pensare che qualcuno negli anni scorsi si era lamentato per la lunghezza di un GP.
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