lunedì 3 febbraio 2014

L'ultima Mille Miglia

Sembra incredibile, ma nell'ultima tragica edizione della Mille Miglia, accadde anche qualcosa di cui non disperarsi, anzi.
Certo difficile da recuperare nel mare delle evidenze. Perché alla storia l'edizione del 1957 ha consegnato alla storia solo gli spettatori morti nell'incidente di De Portago, la sua stessa morte, quella di un nobile che aveva sostituito il cavallo e l'armatura con il casco di pelle e una Ferrari.
Alfonso De Portago era un personaggio che aveva il vizio della velocità, un uomo con un carisma che se fosse vissuto adesso l'avremmo trovato in ogni trasmissione televisiva, sportiva e non.
Piero Taruffi era invece diverso, aveva corso una vita, in moto e macchina, con Mercedes, Ferrari, Maserati, prime e dopo la guerra, aveva anche vinto parecchio, ma una corsa non aveva mai vinto, e la voleva vincere: la Mille Miglia.
Taruffi era però abbastanza intelligente da capire che in quel periodo di incidenti mortali poteva considerarsi praticamente un miracolato. Per cui fece una solenne promessa alla moglie: se quell'anno avesse vinto la Mille Miglia, per lui sarebbe stata l'ultima corsa delle sua vita.
Anche Enzo Ferrari venne a conoscenza della promessa. E non rimase con le mani in mano.
La lotta per la vittoria in quell'edizione della Mille Miglia si restrinse ben presto alle Ferrari di Collins, Von Trips, e Taruffi appunto, in particolare Peter Collins, andava come un matto, ma Taruffi da vecchia volpe non mollava.
A Bologna prima dell'ultimo tratto Taruffi è secondo; non è più un giovincello, è stanco mentalmente e fisicamente, e anche il meteo inizia a fare le bizze, per fortuna che l'inglese là davanti ha smesso di tirare come un indemoniato, ha problemi al ponte, è praticamente fuori gioco, sarà un miracolo se arriverà a Brescia; rimane il tedesco, veloce e determinato.
Taruffi parte per l'ultima tappa sotto un pioggia non certo benaugurante, ma non sa che Ferrari ha già sistemato tutto, con poche parole che valgono più di cento messaggi radio.
Von Trips da vero galantuomo ubbidisce, senza fare troppe storia, si limita a scortare la macchina di Taruffi sino a Brescia. E quella diventò veramente l'ultima gara di Taruffi.
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