Non sarà una cosa lunga


C'è sempre stata questa storia della superstizione, in ogni epoca, se vai a vedere le domande che vengono poste ai piloti durante le interviste, anche a quelli di oggi, una delle più gettonate è quella relativa alla scaramanzia; azioni o abitudini prima o dopo una gara.
C'è chi ne ha più di una: stessi guanti, salire sempre dallo stesso lato, gesti rituali più semplici e nascosti; c'è chi come Kimi ti guarda tra il cagnesco e lo stupito come se gli avessi chiesto di svelarti chissà che.
C'era Gilles Villeneuve.
Specialmente durante i primi anni della sua carriera, il canadese seguiva questo rituale un po' sul generis: pochi minuti prima della partenza sua moglie Joanna gli passava i guanti, il sottocasco e infine il casco. Durante queste fasi lei se ne stava in silenzio, per non disturbare i pensieri di Gilles che in quei minuti prima della partenza erano diretti verso un unico obiettivo: la prima curva.
Prima di infilarsi il casco Gilles interrompeva per qualche secondo il silenzio fra di loro e sussurrava una frase ben precisa alla moglie:
- Non sarà una cosa lunga.
Poi si rinchiudeva nel suo abitacolo. Ed effettivamente il più delle volte di solito la faccenda non andava mai troppo per le lunghe.

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