The end

C'è modo e modo di finire una carriera, c'è chi la finisce anche più di una volta in verità, chi la finisce con la sensazione di poter dare ancora qualcosa, chi si trascina sino a apparire l'ombra di se stesso, chi si trascina ma la grandezza delle imprese compiute nel passato gli assicura una sorta di rispetto eterno.
E' il caso di Graham Hill, che dopo 176 GP decise di ritirarsi nel 1975 giusto sulla pista che lo aveva eletto come proprio regnante estemporaneo, Montecarlo.
Graham decise di dire basta come un indomito guerriero dell'antichità, mollò spada e scudo sul campo di battaglia, nel momento in cui la sua Lola Embassy gli impedì di portare a termine l'ultimo tentativo per assicurarsi un posto in griglia nel "suo" GP, quello che aveva vinto cinque volte.
La bianca monoposto di Hill si bloccò all'altezza del Casino di Montecarlo e chi era presente quel giorno a bordo pista giurò che vedere uscire il baffuto pilota inglese dall'abitacolo fu come essere testimone della resa di un eroe senza tempo.
Hill percorse i 700 metri che lo separavano dalla Sainte Dévote in silenzio, pensando alla beffa di aver mancato la qualificazione per la prima volta nella sua carriere proprio a Montecarlo, camminò tra un nugolo di applausi, saluti da parte del pubblico presente, bandiere sventolare, quasi, tutti, proprio tutti, eccetto lui, sapessero che non si sarebbe mai più rivisto alla guida di una monoposto di Formula 1.
In realtà, l'espressione vuota e assente di Graham Hill una volta arrivato ai box fece capire che per la sua carriera era veramente la fine.

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