Laboratorio viaggiante

Torniamo a parlare di quel laboratorio viaggiante nel tempo e nello spazio che è stato sin dalle sue origini il Rally di Montecarlo. Se la 500 Miglia di Indianapolis, la 24 Ore di Le Mans, la formula dei GP, in fondo non sono poi così cambiate rispetto alle origini, il convegno monegasco può essere considerato un vero crogiolo di regolamenti sportivi e tecnici.
Prove di durata, abilità, gimcane buone per neo patentati, percorsi comuni ma che differivano, e anche parecchio, per lunghezza, longitudine e latitudine, classifiche basate su criteri improvvisati e alcune volte parecchio astrusi.
Il fascino del Rally di Montecarlo è nato anche da questo, dal fatto che chi vinceva non sempre era il più veloce, e che chiunque con coraggio, astuzia, e un po' di fortuna poteva aggiudicarsi la corsa al di là di qualsiasi discorso di potenza e velocità.
Comunque, parlando di classifiche basate su criteri astrusi val la pena di citare quella che prevedeva il conteggio dei passeggeri trasportati, o addirittura lo stato delle vetture al loro arrivo a Montecarlo a insindacabile giudizio degli organizzatori.
Negli anni trenta venne introdotta la "Coupe de Confort", che premiava la comodità di ciascuna vettura iscritta alla corsa. Durante un'edizione di quegli anni da una Delahaye appena arrivata al traguardo scesero due distinti signori francesi accuratamente sbarbati, giacca doppio petto, camicie immacolate, cravatta e gemelli, e un paio di costosi cappelli sulle loro teste. I due si guardarono intorno con soddisfazione, sicuri di essersi aggiudicati la "Coupe de Confort", ma subirono una grossa delusione. Vennero battuti da un concorrente inglese che sulla sua Wolseley aveva installato un lavabo!!!
Che non si sappia a Maranello però:)

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