lunedì 28 aprile 2014

Molti nemici molto onore

Se dovessimo dar retta a questo detto, potremmo considerare Ayrton Senna senz'altro come uno dei più "onorabili" dell'intera storia delle corse.
Lasciamo perdere la storica rivalità con Prost, per quella ancora un po' ci sono i libri di storia, parliamo invece degli altri conflitti che Ayrton affrontò sin dai suoi esordi in Formula 1.
E la lista dei nemici è parecchio lunga: prima Elio De Angelis, poi Michele Alboreto, senza considerare le liti in pista e fuori con Nigel Mansell.
Con Elio De Angelis, compagno di team di Ayrton in Lotus nel 1985, la rivalità sfocio nell'ultima gara in Sud Africa con una clamorosa lite ai box - con mani dell'italiano al collo di Senna - sedata a fatica dall'allora responsabile della squadra Peter Warr. Furono tanti piccoli episodi a creare una tensione insopportabile tra i due; principalmente la sfacciata predilezione per il brasiliano da parte del team, quando per buona parte della stagione davanti in classifica c'era stato invece De Angelis.
Sempre nel 1985 si consumò il capitolo con Michele Alboreto. Il primo atto avvenne a Montecarlo: dopo aver conquistato la pole, il brasiliano pensò bene di rimanere in pista giusto giusto per rallentare qualche pericoloso avversario; tipo Alboreto in uno dei suoi periodi migliori. Il milanese certo non gliele mandò a dire, e qualche mese dopo a Zeltweg ci fu l'atto secondo della loro tenzone. Quella volta fu Alboreto a prendere l'iniziativa, con una serie di rallentamenti ambigui in pieno rettilineo, mente Senna gli era incollato agli scarichi; una roba che sui saliscendi austriaci da affrontare in pieno non è molto simpatica. Il tutto si risolse con un dopo gara pieno di polemiche e reciproche accuse, ma quella volta ci si limitò alle parole.
Con Mansell il tutto iniziò durante il Gp di Spagna del 1986 a Jerez - quello dell'arrivo sul filo di lana tra i due - gara in cui i due si scambiarono parecchie nefandezze al volante pur di primeggiare, e in cui la tensione si trascinò anche ben oltre la bandiera a scacchi. Le cronache parlano di una lite parecchio violenta sedata a fatica proprio prima di salire sul podio. L'anno dopo i due si ritrovarono appaiati a Spa alla curva di Fagnes, e figurati se uno dei due molla, e la collisione fu inevitabile; così come la rissa tra i due una volta rientrati ai box.
Insomma a dar retta ai detti...
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