sabato 26 aprile 2014

Un omaggio sincero

Forse nell'automobilismo sportivo non esistono due mondi così contrapposti come Nascar e Formula 1. Da una parte circuiti pressoché tutti ovali, regole tecniche e sportive stabili negli anni mirate ad aumentare unicamente lo spettacolo in pista; dall'altra la Formula 1 da sempre - vero o falso che sia - l'espressione massima dell'automobilismo sportivo, tecnica esasperata, attitudini alla guida completamente diverse, e tante altre definizioni più o meno azzeccate.
Per questo in parecchi rimasero sorpresi quando il 1° Maggio 1994, Dale Earnhardt - stella di prima grandezza nella storia delle corse Nascar - dopo aver conseguito la sua ennesima vittoria alla 500 Miglia di Talladega, appena sceso dalla macchina, di fronte al mucchio selvaggio di giornalisti, taccuini, microfoni, telecamere, decine di migliaia di persone in delirio sugli spalti, milioni di persone in diretta tv, in mezzo alla logica euforia per la vittoria conseguita su uno degli ovali più spaventosi d'America, prese il microfono e disse semplicemente:
- Prima di dire qualsiasi altra cosa volevo rendere omaggio a Ayrton Senna, il più grande pilota del mondo, che è morto qualche ora fa, mancherà molto a tutti.
E aveva proprio ragione. Proprio come anche lui, nel 2001, sarebbe mancato a molti.
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