Miss culetto d'oro

Ce la stanno servendo su un piatto d'argento, cercando di condirla in tutti i modi possibili, ma la realtà è che proprio non va. Questa storia della Formula 1 come contributo allo sviluppo dell'automobile è pura retorica, uno specchietto per le allodole, una storiella per tener buona la massa critica inventata ad arte da Enzo Ferrari - certo con un fondo di verità ma a cui probabilmente nemmeno lui credeva - nel periodo in cui era sotto il tiro incrociato a causa dell'incidente a Guidizzolo di de Portago, e anche a seguito delle morti di Musso e Castellotti.
L'ingresso dei grandi costruttori in Formula ha ovviamente preso questo concetto come proprio slogan preferito, ma è solo un grande imbroglio. Avete mai visto un alettone sulla vostra utilitaria? O le gomme slick montate su quella di vostra moglie? Diesel e varie altre tipi di alimentazione si sono imposti nella produzione di serie senza che abbiamo minimamente incrociato un circuito da corsa, anzi il processo dell'Audi è stato inverso, prima ci faccio la macchina di tutti i giorni, poi lo monto su un prototipo, alla fine faccio una bella re ingegnerizzazione e mi faccio bello con la storia delle corse, blah, blah, blah...
Perché il verso spirito della Formula 1, che lo accettiate o no, quello demonizzato, nascosto, distorto e ormai sepolto dal pensiero anni 2000 è solo uno: la pura velocità, lo scendere in pista con occhialoni e caschetto di pelle, senza cinture, correre a Spa, al Nurburgring, in piste con terrapieni, alberi, canali di irrigazione  a bordo pista, il rischio, essere veloci in condizioni estreme, sempre, sino alla sfida estrema con la morte. Il vero tabù per l'essere umano.
Solo questo, e la vita di tutti i giorni è altra roba. Con buona pace dei progressisti, perché certo cose non progrediscono, rimangono inalterate nel tempo.
E adesso invece? Il regolamento 2014 di Formula 1 è un esempio di incoerenza ai massimi livelli: squadra al collasso economico? e allora sotto con la rivoluzione ibrida che nessuno ha nemmeno il coraggio di quantificare quanto a investimenti; per decine d'anni si è considerato le appendici alari mobili come il male estremo delle corse, e ci siamo ritrovati con il DRS; non è mai stato considerato l'ABS in Formula 1 per ragioni di sicurezza e adesso è stato introdotto quel mostro della frenata regolata elettronicamente che al via di Melbourne, grazie al "solerte" Kobayashi, ha già fatto vedere che razza di danni potrebbe causare.
E' un grande imbroglio, un grandissima presa in giro a uso e consumo di pochi potenti attori, un cambiare le carte stupido e dannoso, per tutti.
Immaginate, che so, gli organizzatori del celeberrimo concorso "Miss culetto d'oro" - lo conoscete vero? beh, se non lo conoscete fingete di conoscerlo - che, dopo aver costruito le proprie fortune per una cinquantina d'anni basandosi sulle magnificenze anatomiche di una determinata parte del corpo femminile, accettassero di colpo dal 2014 anche donne extra-large o oltre la settantina , in nome del sacro principio dell'"uniformità con la vita reale". Che c.z.. di ragionamento sarebbe? Ai milioni di fan che per anni hanno adorato le parti basse della partecipanti al suddetto concorso cosa potrebbe fregare dell'"uniformità con la vita reale"?!!!
Cosa centra questo? Centra, centra eccome, perché è quello che sta succedendo a noi in questi mesi, perché la Formula 1 è ormai una triste e decadente sessantaquattrenne che gira in bikini ma che grazie ai recenti cambi regolamentari può comunque presentarsi come concorrente al suddetto prestigioso concorso "Miss culetto d'oro".

2 commenti:

milo temesvar ha detto...

Sono d'accordo al 98% con quanto hai scritto. Il fatto è che qui bisognerebbe ripensare, ripartendo da basi "filosofiche", qual'è il significato dello sport automobilistico, non solo della F.1. Purtroppo credo che ormai ci sia una mancanza di reattività da parte degli appassionati, specialmente le generazioni più recenti; si accettano delle assurdità regolamentari senza ormai avere più una sufficiente capacità critica per valutarle. Questo tuo post meriterebbe di essere il punto di partenza per un dibattito, ma temo che ciò non avverrà.

acorba67 ha detto...

Beh, intanto hai scritto tu, e che si inizi a discutere, certo che le nostre voci son roba veramente infinitesima. Certe volte vien voglia di star zitto per non passare per chi vorrebbe ancora i cavalli in strada, ma questa roba è veramente troppo, non riesco proprio a digerirla, e ha paura solo il collasso economico di metà schieramento potrà cambiare qualcosa.

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