domenica 4 maggio 2014

Stelle radenti

La Formula 1 è cambiata negli anni, profondamente - bella scoperta in tanti commenteranno - ma al di là di "power unit" è tecnologie ibride varie, soprattutto è cambiato la curva di apprendimento per un giovane pilota nei confronti dell'oggetto da corsa "monoposto di Formula 1".
Simulatori di guida, driving program, stages, insomma come testimoniato anche dai recenti debutti di Kevin Magnussen e Daniil Kvjat, è sempre più "semplice" per un debuttante entrare in sintonia da subito con la guida di una Formula 1 e portarsi ai livelli se non dei migliori quasi. 
Diciamo che se sino agli anni 90 si poteva rappresentare la curva d'apprendimento come una retta, in cui ben il debuttante - casi eclatanti a parte - faceva notizia se entrava nei primi dieci alla prima stagione, la realtà di oggi dice che si è passati a una curva ripida all'inizio ma che tende ad appiattirsi tempo passando, come se dopo la "sbornia" delle prima gara le difficoltà della Formula 1 moderna si rivelino come tali solo dopo qualche GP e rendano impervia e qualche volta impossibile la scalata verso le migliori posizioni.
Nel dopo 2000 stare a contare i piloti che hanno ben impressionato al debutto e successivamente sono rientrati nei ranghi è impresa parecchio onerosa. Mi vengono in mente Scott Speed, ma anche Jaime Alguersuari, Sebastien Buemi, e il nostro Vitantonio Liuzzi. Tanto per fare qualche nome.
In particolare per Liuzzi la strada sembrava già bella che tracciata: dominatore incontrastato della Formula 3000 nel 2004, protetto dalla Red Bull, debutta in Formula 1 proprio guidando una lattina blu - condividendo l'abitacolo durante la stagione con un altro pilota che subirà un destino molto simile, Chistian Klien - al GP di San Marino del 2005 impressionando un po' tutti. Si qualifica al fianco dell'esperto compagno di squadra David Coulthard, al via passa sua maestà Michael Schumacher volando alla prima gara verso il suoi primi punti in Formula 1.
Sembra fatta, e invece la carriera di Liuzzi si impantana in Toro Rosso, Force India, e l'incubo HRT, con qualche guizzo, qualche delusione, comunque lontano dalle attese che accompagnarono il suo debutto in quella primavera del 2005.
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