giovedì 12 giugno 2014

Due bastano

Dopo la vittoria di Schumacher a Spa nel 1992 la Benetton si presentò al via della stagione successiva pronta per inserirsi nella lotta al titolo mondiale. La vettura era la B193 a sospensioni attive - la prima monoposto dotata di questa caratteristica per la casa anglo-italiana - mentre per quanto riguarda i piloti all'astro nascente tedesco venne affiancato Riccardo Patrese, uomo di provata esperienza, anche se a fine carriera, proveniente dalla Williams che grazie proprio alle sospensioni attive aveva dominato il campionato 1992 e che avrebbe fatto lo stesso anche in quella stagione.
Infatti per la Benetton arrivò ancora una vittoria e parecchi podi, soprattutto grazie a Schumacher, ma ogni discorso di titolo mondiale sarebbe stato rimandato di un anno ancora.
In previsione degli ultimi GP dell'anno, con le sospensioni attive bandite da regolamento per la stagione successiva, i tecnici Benetton sfoderarono una scelta tecnica con ben pochi eguali nella storia della Formula 1: quattro ruote sterzanti.
Per farci che? E' quello che si chiesero un po' tutti, dai piloti all'ultimo dei meccanici. A questo proposito il commento di Riccardo Patrese dopo i primi test fu parecchio eloquente:
- Hai sì una sensazione diversa di guida, ma è una sensazione che proprio non mi piace.
Il sistema - che per fortuna poteva essere facilmente irrigidendo il posteriore - venne testato e montato sulle monoposto con specifica per le ultime due gare del campionato, Giappone e Australia, denominate B193C.
Schumacher e Patrese provarono ancora a farselo piacere percorrendo un paio di giri a Suzuka,  ma alla fine di quell'esperimento non se ne fece proprio nulla e di ruote che sterzano su una monoposto da corsa per adesso ne bastano due.
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