lunedì 16 giugno 2014

Fuochi d'artificio

Storia di un solerte e maldestro meccanico agli antipodi. Siamo in Nuova Zelanda, in occasione del Lady Wigram Trophy, gara che si disputava nell'aeroporto - operativo - di Christchurch. Gli organizzatori potevano per i giorni di gara usufruire dell'impianto garantendo che a fine gara sarebbe tornato tutto come prima, ma sopratutto nemmeno una goccia d'olio doveva essere versata nei prati circostanti il circuito e tanto meno sul delicato asfalto delle piste.
Inutile sottolineare la faticaccia dei meccanici costretti a traversare in lungo e in largo pista e paddock per versare negli appositi contenitori il quantitativo d'olio di turno.
In questo contesto si innesta il nostro protagonista. Uomo abile meccanicamente quanto di poche parole il soggetto in questione si trova a dover svuotare il proprio quantitativo d'olio ma l'ora della partenza si avvicina, e di tempo per andare e tornare dall'altra parte del paddock non ne ha proprio. Per cui adocchia un bagno di quelli trasportabili a pochi metri da lui e, senza troppi problemi, svuota il contenuto del vassoio pieno d'olio nello scarico.
La mossa, di per sé assolutamente deprecabile, avrebbe avuto risonanza assolutamente nulla se non fosse che il nostro meccanico, oltre che abile e solerte, non si fosse dimostrato anche parecchio curioso. Solo così si riuscirebbe a spiegare il fiammifero che il tipo fa cadere nello scarico pieno d'olio, così, giusto per vedere l'effetto che fa.
I Maori della zona a distanza di decenni si stanno ancora chiedendo chi fosse quel cretino occupato a far esplodere bagni...
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