Inno alla gioia

Se ne sta in quel letto d'ospedale a consumarsi, e fa un rabbia terribile, pensare che tutto possa finire in quel modo diluito e anche un po' bastardo. A una notizia non troppo negativa, ne seguono una serie da mettersi le mani dei capelli, a un passo avanti, poi se ne fanno quattro indietro; è questa la realtà della tragica vicenda di Michael Schumacher.
La sua prima vittoria avvenne al GP del Belgio del 1992. C'ero anche io - televisivamente parlando - e un po' tutti lo sapevamo che quel tizio smilzo dal mento prominente prima o poi ne avrebbe vinta una, e che a quell'una ne sarebbero seguite parecchie altre. Lo sapevamo tutti.
Quel giorno vinse davanti alle quasi imbattibili Williams di Mansell e Patrese, e la sua gioia sul podio rimane una delle rappresentazioni di felicità dopo una vittoria  più limpide mai viste in un autodromo.
Esiste anche un retroscena legato a quella corsa, un episodio in fondo insignificante testimoniato da chi era presente sul posto quel giorno.
Parla di un ragazzo in mountain-bike, vestito in modo informale, un jeans e una camicia dai colori sgargianti - insomma una roba un po' alla tedesca - che si mischia alla folla in disarmo lungo la salita dell'Eaa-Rouge, tifosi che dopo aver curiosato qua  e là nel paddock finita la gara stanno lasciando il circuito.
Il ragazzo in questione ha in mano un trofeo, ha fretta, pedala vigorosamente vero il Radillion, qualcuno lo guarda distratto, chiedendosi chi è quel tizio con in mano una copia straordinariamente somigliante al trofeo appena consegnato al vincitore. Nessuno sembra riconoscerlo.
Come un bambino all'uscita dalla scuola dopo aver scoperto di essere stato promesso, Schumacher sta correndo dai genitori ospitati in un albergo a pochi chilometri dai box, per mostrare loro quel trofeo, orgoglioso della propria vittoria e felice, veramente felice.

1 commento:

Marco Zen ha detto...

questa sensazione di impotenza mi fa veramente ribollire il sangue nelle vene. Povera famiglia, è incredibile quello che la vita ti può dare o togliere.

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