domenica 6 luglio 2014

GP Inghilterra 2014: i più e i meno

Quando tutto sembrava perduto, dopo tre errori su tre in qualifica, dopo sedute psicanalitiche evocate dalla stampa britannica incredula di fronte al "predestinato" messo all'angolo dall'angelo sorridente e innocuo Nico Rosberg, è finalmente arriva il "suo" momento, ed è arrivato proprio nell'occasione migliore possibile, il GP di casa, quello in cui a ogni suo passaggio persino l'erba dei prati inglesi sembrava muoversi eccitata.
Gara emozionante per tanti motivi, a partire dall'incidente spaventoso di Raikkonen e Massa, sino al ritiro riapri-mondiale di Nico Rosberg, per finire con un duello Alonso-Vettel, duro, rabbioso, quasi una faccenda di donne e onore, di quelli da riproporre negli anni a venire.
Quanta bella gente oggi in giro a Silverstone comunque, perché anche Jenson Button ha datto una bella soddisfazione ai suoi tifosi e alla McLaren in una stagione in cui anche un quarto posto vale tanto; e anche Daniel Ricciardo di strategia a guida fine è arrivato ancora una volta a podio - e ancora una volta davanti al compagno di squadra Vettel; e Fernando Alonso se n'è infischiato di partire dal fondo della griglia puntando diretto di grinta e ferocia agonistica direttamente al podio, e quasi ci riusciva.
Detto anche di una coppia Toro Rosso finalmente libera da guasti meccanici e a punti; di una Force India un poco deludente;  ecco i più e i meno dal gran classico di Silverstone.


                                                                                           Piloti




Efficace:
Bottas (E' l'eroe del giorno, poche balle. Il finlandese scala un altro gradino del podio, dopo il terzo posto austriaco, arriva il secondo posto di Silverstone, e partendo dal 14* posto. Impressionante in quanto a efficacia e determinazione - nel sorpasso su Button per esempio - il ragazzo ha imparato dai - pochi in verità - errori commessi nel recente passato, e adesso è lì pronto a sostituire un connazionale illustre in declino.  Da citare ovviamente il vincitore Hamilton,  ritornato martello la domenica dopo un sabato da crisi di nervi, e anche Jenson Button, un signore in pista, un esempio per chi guida in pista, gentiluomo di cui, dovesse ritirarsi, si sentirà sicuramente la mancanza.)
Raikkonen (Certi segnali nella vita e nello sport sono inequivocabili. Scrivo con la morte - sportiva si intende - nel cuore ma questo Raikkonen non sembra avere un senso compiuto né in Ferrari e, ahimè, nemmeno in Formula 1. Questo inglese è stato senza dubbio il peggiore fine settimana di Kimi da quando è in Formula 1. Lo seguo da quando in una giornata anonima di fine agosto 2001 rimasi colpito dal suo fantastico modo di affrontare la prima di Lesmo e l'ingresso all'Ascari, un tutt'uno con la pista, fu amore a prima vista, ma come tutti gli amori prima o poi finiscono. Se si vuole passare al tecnico si potrebbe anche dire che l'errore di Raikkonen è frutto di un venerdì problematico, figlio di un feeling all'anteriore mai trovato con la F14T, nipote di una sabato da qualifica da cani, ma forse certi segnali dalla vita converrebbe comunque non ignorarli.)


Combattivo:
Alonso/Vettel (Dimenticatevi spazi si fuga, cambi di traiettorie consentiti o meno, spazi macchina lasciati o non dati, e quant'altro, la loro lotta è stata puro automobilismo da corsa con tanto di ripicche, antipatie, manovre sporche ma lecite e virtuosismi da campioni del mondo.)
Magnussen (Bravo ma non troppo. Va ancora a punti ma da lui onestamente ci si aspetta qualcosa di più, sopratutto nella giornata in cui subisce l'attacco deciso dall'altro giovane Bottas, e in cui il compagno ormai dato per pensionato Button sfiora il podio. Tutto qui Kevin?)

Fortunato:
Hamilton (Occhei potrebbe potrebbe sembrare pure esercizio dialettico, ma questa volta la Mercedes che non si rompe è la sua e per lui c'è solo da ringraziare e approfittare dell''inaspettato regalo. Ai grafici sui tempi poi la risposta alla domanda se ce l'avesse fatto a vincere comunque.)
Rosberg (Eccoci serviti. A continuare a menarla con la storia della Mercedes che non si rompe mai, eccoti il primo zero per Nico. Nessuna colpa per lui ma la sostanza dice che il vantaggio in classifica sul compagno di squadra da significativo è diventato impalpabile)

 


Auto


Efficace:
Mercedes (Due secondi al giro sono un distacco che dà in pieno la misura della superiorità Mercedes a Silverstone. Solo qualche centralina impazzita può dare qualche speranza agli avversari, per il resto è notte fonda, per tutti gli altri ovviamente  Segnali di vita da parte della McLaren in una stagione particolarmente complicata, un pò come per l'illustre dirimpettaia Ferrari direi. Due piloti a punti per la Toro Rosso dopo l'allarme affidabilità delle scorse settimane, bella risposta.) 
Force India (Dopo le qualifiche del sabato sembrava poter essere la sorpresa di Silverstone, ha invece sofferto a causa di una cronica mancanza di carico che nelle pur veloci curve di Silverstone si è fatto sentire. Altra gara disastrosa per Sauber e Lotus, ma ormai nessuno si aspetta più nulla da loro. Triste, soprattutto pensando all'anno scorso.)
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