Sinfonia in rosso. Parte 4: fuori dal tunnel.

Se Enzo Ferrari dimostra di avere intuito con l’ingaggio di Niki Lauda, lo stesso austriaco ne sfodera altrettanto nell’accettare l’offerta Ferrari. Niki conquista la prima pole position della carriera a Kyalami, io occasione del GP del Sud Africa del 1974 e, anche se in gara per entrambi i piloti Ferrari sarà ritiro, è sotto gli occhi di tifosi e giornalisti un livello di competitività per la Ferrari sconosciuto da anni. Manca solo la vittoria per poter affermare definitivamente di essere usciti dal buco nero di inizio anni settanta.
E' il 28 aprile 1974 quando l'austriaco al Jarama fa sua la prima vittoria in Formula 1, non solo, con il secondo posto conquistato da Clay Regazzoni per la casa di Maranello è una fantastica doppietta che quasi sorprende i diretti interessati.
Montezemolo è al settimo cielo, e nel dopo gara urla tutto il suo entusiasmo ai cronisti:
- E' dall'inizio dell'anno che siamo competitivi. Ce lo meritiamo.
Anche Mauro Forghieri non riesce a nascondere la propria soddisfazione:
- Ci speravo molto, ma una doppietta è superiore a ogni rosea previsione.
I piazzamenti, le pole positions, e anche le vittorie, non si fermano però al GP di Spagna: in Belgio Niki Lauda è in pole e in gara si deve arrendere solo a colui che nel frattempo emerge come il rivale più temibile nella lotta al titolo finale, Emerson Fittipaldi al volante della McLaren.
La ritrovata competitività della Ferrari porta con sé l’acuirsi di quel fenomeno naturale, in qualsiasi team, in qualsiasi epoca, che ha come obiettivo finale la supremazia all’interno squadra. Il giovane determinato Niki Lauda di fronte all’impetuoso sanguigno Clay Regazzoni, acqua e fuoco.  A rendere bene l’atmosfera che regna a Maranello in quel periodo basti un frase che gira tra i tifosi ferraristi: “Attento Rega che quello ti frega”.
A Montecarlo la prima fila è tutta Ferrari, con Niki Lauda in pole position e Regazzoni al suo fianco, ai box e sugli spalti non si sta più nella pelle. Ci si prepara a una festa in rosso ma la rivalità tra i due piloti in rosso mostra i propri effetti negativi sin dal via. Regazzoni scatta al comando ma Lauda non ci sta. Le due Ferrari si lanciano nelle stradine del principato senza risparmiarsi, la pressione dell'austriaco nei confronti dello svizzero si fa giro dopo giro sempre più asfissiante sino a che Clay va in testacoda. Ai box Forghieri si fa scappare una smorfia, rimane ancora la Ferrari di Lauda però. La strada verso la vittoria per l’austriaco pare ormai in discesa, ma Montecarlo è da sempre una delle gare più esigenti per meccanica e pilota, e un guasto all'accensione lo toglie dalla corsa al 33° giro. Un GP che poteva essere un trionfo assoluto porta alla fine solo il quarto posto di Clay Regazzoni.
Lauda si rifà subito vincendo il Gran Premio d'Olanda, con Regazzoni al secondo posto. Ormai i due sono coscienti che il principale avversario ha i loro stessi colori. Regazzoni con la sua solita schiettezza dichiara nel dopo gara olandese:
- Sono partito male, e Lauda ormai era andato, meglio per la Ferrari altrimenti sarebbe finita come a Montecarlo.

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