giovedì 28 agosto 2014

Diario di una vittoria

Dedicato a chi asfalta le vie di fuga nei circuiti di mezzo mondo; a chi confonde la maleducazione in pista con "i bei vecchi tempi"; a chi lamenta l'intervento dei commissari non appena il cielo si rannuvola; a chi si lascia fregare da commentatori TV che non hanno la minima idea di cosa sia stata la Formula 1 negli anni; perché ci vuole passione e bisogna averla avuta, e averla, per tanto tempo.

Dal diario del tre volte campione del mondo Jackie Stewart...

Agosto 1968. Arrivo al Nurburgring il giovedì pomeriggio, dopo essere partito dall'aereportp di Ginevra sul Piper Aztec di Graham Hill. Insieme a noi ci sono Betty Hill, Jo Siffert, e Jo Bonnier.
Appena il tempo di scaricare le valigie in albergo che subito faccio tre giri di pista su una Wolkswagen con il mio meccanico, Ken Tyrrell e un paio di tecnici Dunlop. Non piove, saranno gli unici momenti del fine settimana in cui troverò la pista asciutta.
Il venerdì mattina, affronto la prima sessione di prove ufficiali con gomme e pastiglie freni nuove. C'è molta nebbia, la visibilità è sotto i 200 metri, così faccio 15 giri sul tracciato corto in modo da rodare gomme e freni. Rientro ai box, ma la visibilità è peggiorata. Non ha senso uscire in quelle condizioni, pensando a quello che potrebbe essere il Nurburgring nei tratti in mezzo alla foresta. Anche Ken Tyrrell è d'accordo, qualcuno invece prova lo stesso a girare, Jacky Ickx, Chris Amon, Graham Hill, John Surtees, e anche Jochen Rindt. I loro tempi non sembrano poi male, ma rimandiamo tutta alla sessione di prove pomeridiana.
Il meteo però peggiora sempre di più, gli organizzatori decidono di annullare la sessione del venerdì pomeriggio, così ci rimane solo la mattina del sabato per sistemare la macchina per qualifiche e gara.
Il giorno dopo riesco a segnare lo stesso il miglior tempo nella sessione mattutina, e visto il meteo gli organizzatori decidono di istituire una sessione straordinaria di prove la mattina prima della gara.
Meglio per tutti. Durante le qualifiche monto un alettone al posteriore, la macchina sembra andare meglio, alla fine mi qualifico in terza fila, che sarebbe stata la seconda se come al solito si fosse seguito il solito schema 4:3:4 al posto di un inusuale - perlomeno qui al Nurburgring -  3:2:3.
La mattina della gara scendiamo tutti in pista, realizzo il miglio tempo, ma il meteo è disastroso. Piove pesantemente, in alcuni punti della pista la nebbia è fitta tanto da non vedere nemmeno le segnalazioni dei commissari e dubito che loro stessi riescano a vedere la postazione prossima alla loro. Il problema sono poi i rigagnoli d'acqua in pista, a causa anche degli alberi, perché qui non è come sulle altre piste dove li vedi e rallenti, qui puoi scollinare e trovarti un fiume di traverso largo qualche metro e profondo un paio di centimetri. In queste condizioni è impossibile evitare l'aquaplaning, Jackie Oliver è una delle vittime di queste condizioni, perde il controllo in un tratto in discesa prima della foresta di Adenau e si può ritenere un miracolato se alla fine riesce a uscire senza danni dalla sua monoposto, anche se con un paio di ruote in meno.
Si avvicina il momento del via e il meteo non accenna a migliorare, la partenza viene rimandata di 45 minuti, finalmente poi si parte. Jackie Ickx davanti a me ha una cattiva partenza, cerco di passarlo subito sul rettilineo, ce la faccio, anche se mi ritrovo con due gomme sullo sporco, riesco in qualche modo a tenere la macchina e - non so nemmeno io come - mi ritrovo alla prima curva terzo dietro Graham Hill e Chris Amon. Gli spruzzi d'acqua sono una cosa incredibile,  non si vede assolutamente nulla, non riesco a vedere i miei riferimenti per le frenate, non riesco a vedere nemmeno la macchina davanti a me, vedo solo un muro d'acqua e nebbia. Non credo di essere mai stato così spaventato al volante di una macchina da corsa. E' terribile.
La situazione non cambia per il resto del primo giro, anche se riesco a passare Chris prima della foresta di Adenau, proprio nel punto in cui Jackie Oliver ha avuto l'incidente. Questo mi rinfranca un minimo, adesso ho davanti la Lotus di Hill ma è già dura guidare al Nurburgring e ricordarsi tutte le curve e i punti di frenata in una giornata di sole figuriamoci in una come questa...
Aquaplaning e nebbia sono sempre in agguato ma il problema è trovare il posto giusto per sorpassare Graham. Esco bene dal Karusell e riesco a passarlo prima dell'inizio del rettilineo di partenza, questo vuol dire avere la visuale libera da spruzzi e riesco a guadagnare su di lui in un paio di allunghi quasi 8 secondi.
Davanti adesso la visuale è libera e diventa esclusivamente una questione di guardare davanti e andare il più forte possibile, anche perché dagli specchietti non si vede assolutamente nulla!!
Quando mancano 3 giri dalla fine la pioggia aumenta di intensità, cerco di andare avanti, a un certo punto, a circa un chilometro dal Karusell entro in terza in una esse ma la macchina mi parte a causa di una pozzanghera che attraversa la pista, le ruote si bloccano, la macchina punta verso un commissario che se ne sta fuori dalla sua postazione. Il tipo si rende conto del pericolo, si butta da un lato, poi da un atro, ma di colpo le gomme riprendono aderenza e riesco a non uscire di pista. Scoprirò dopo la gara che anche Graham finisce in testacoda nello stesso modo con il commissario che però avrà la saggia idea di spostare di qualche metro la sua postazione.
La bandiera a scacchi mi sventola davanti e devo dire che poche altre volte come in quest'occasione ho assaporato la vittoria in un GP. Sono soddisfatto, molto, orgoglioso, lo è anche Ken Tyrrel, ma penso che in una giornata come questa chiunque abbia avuto il coraggio di mettersi al volante di una monoposto di Formula 1 debba sentirsi tremendamente orgoglioso di se stesso.
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