Sinfonia in rosso. Parte 5: gerarchie.

Niki Lauda dimostra di essere non solo un buon collaudatore ma anche maledettamente veloce in qualifica e in gara. A Brands Hatch durante le prove del GP d'Inghilterra, Lauda conquista la pole dopo un'appassionante lotta con colui che all'epoca è considerato il pilota più veloce dell’intera griglia: Ronnie Peterson.
Per l'austriaco la pole di Brands Hatch è una vera e propria consacrazione, battere lo svedese sul giro secco è un concetto inconsueto per il piccolo mondo della Formula 1.
In gara poi Niki pare volare, sino a che una foratura lenta non gli causa un progressivo sgonfiamento del pneumatico. Ai box Ferrari non va tutto per il verso giusto, i tecnici di Maranello hanno la colpa di richiamare l'austriaco solo al penultimo giro: nonostante il cambio gomme compiuto in soli 8" Lauda si trova la corsia box intasata di persone accorse per salutare il vincitore Jody Scheckter. Non riuscirà a rientrare in pista e dopo un reclamo da parte della Ferrari per lui ci sarà solo un misero quinto posto.
Di fronte alla crescita del compagno di squadra Clay Regazzoni non si lascia comunque intimidire o demoralizzare. Il ticinese risponde vincendo sul circuito più impegnativo, il Nurburgring, al Gran Premio di Germania, mentre Lauda, partito ancora una volta in pole-position, esce malamente di pista dopo poche curve. Per Clay è una delle "sue" giornate, quelle gare in cui tutto gli gira per il verso giusto e la sua convinzione si autoalimenta giro dopo giro, curva dopo curva... e se capita al Nurburgring, che di curve ne ha più di 100, beh allora per gli altri non ce n'è proprio.
Il risultato è che Rega quel giorno risulta semplicemente imbattibile.
A dispetto del numero di vittorie e di pole position la classifica a metà stagione vede lo svizzero al comando con 3 punti di vantaggio sul sudafricano Jody Scheckter, 6 su Niki Lauda e 7 su Emerson Fittipaldi.
Si arriva a Monza con Regazzoni in testa alla classifica iridata e il pubblico italiano accorre in massa per festeggiare quella che potrebbe essere la vittoria della definitiva resurrezione Ferrari. Lauda sigla l'ennesima pole position - saranno nove a fine stagione -, ma in gara la delusione per i tifosi assiepati lungo il circuito brianzolo è cocente quando prima Lauda, e poi Regazzoni, in testa alla gara sono costretti al ritiro per problemi meccanici.
Le possibilità di vincere il campionato per i piloti della Ferrari rimangono ancora vive quando il gran baraccone della Formula 1 si trasferisce oltreoceano per gli ultimi due appuntamenti. A lottare oltre ai due in rosso ci sono Emerson Fittipaldi e Jody Scheckter alla guida di una Tyrrell.

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