mercoledì 10 settembre 2014

Caro Luca ti scrivo

Prima di tutto permettimi di chiamarti per nome, visto che ormai sei quasi da considerare uno di famiglia, dopo tutti questi anni di frequentazione... e po qualche riflessione, così, a ruota libera, da parte di un tizio che ha iniziato  a seguire la Formula 1 proprio negli anni in cui hai cominciato a lasciare la tua impronta in Ferrari e che pensa che, insieme a Enzo, sia stato il faro più luminoso nel mare tante volte in burrasca che è stata la storia della Scuderia. Roba da scriverci anche un libro...
Hai iniziato alla grande, già, entrare a Maranello con il grande vecchio ancora al timone non deve essere stato per nulla facile. Certo c'era Mauro Forghieri, in Ferrari da un decennio, una garanzia dal punto di vista tecnico, ma lo stesso gestire le inquietudini di due personaggi profondamente diversi come Lauda e Regazzoni è stata impresa di quelle da ricordare. Ce l'hai fatta, hai riportato la Ferrari sul gradino più alto del podio dopo un decennio. Anzi, credo che il buon Niki stia cercando disperatamente tra i ricordi, i modi, tempi, e parole dette a suo tempo per cercare di gestire quello che gli sta capitando in questi mesi in Mercedes.
Ma non divaghiamo.
Te ne sei andato da vincente e ti sei ripresentato in uno dei periodi più bui della storia Ferrari, quei primi anni 90 che sotto tanti punti di vista somigliano a questo secondo decennio del terzo millenio.
E quindi? Hai preso il meglio di quello che c'era in giro, un uomo forte per gestire la squadra e fare muro contro ogni interferenza esterna, Jean Todt, e poi  nelle stagioni immediatamente successive il cuore, le braccia, e anche il cervello, della squadra che aveva vinto gli ultimi due titoli mondiali: Michael Schumacher, Ross Brawn e Rory Byrne. Hai usato la stessa tecnica del "Commendatore"; agitare uomini e menti mantenendo tutti uniti.
E la storia ha detto quello che sappiamo un po' tutti, cinque titoli mondiali consecutivi - un record che non sarà facilmente eguagliato, perlomeno nei prossimi quattro anni. La Ferrari ritornata quel mito che gli anni avevano forgiato.
Gli anni però passano per tutti, il meraviglioso castello di uomini e intenzioni ha perso pian piano i suoi pilastri, tu hai cercato come ogni bravo dirigente d'azienda di sostituire i pezzi mancanti con elementi altrettanto efficaci. In parte ci sei riuscito, in parte no: un mondiale vinto nell'era post Scumacher, e tante delusioni, perlomeno dal punto di vista sportivo, troppe, anche per qualcuno che conta più di te. E quindi...
Ma non ti preoccupare, un era è finita, lo dicono tutti, lo dico anche io, la seconda era della Ferrari, quella con un numero impensabile di vittorie e successi. Non ti preoccupare perché chiunque prenderà il tuo posto non sarà mai nello stesso tempo dirigente, tifoso, appassionato, gestore di cuori e cervelli, con un'anima foderata di rosso come la tua. Stai tranquillo, che dopo Enzo Ferrari, per tanta gente e non solo per chi scrive, ci sarai solo tu.

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