Sinfonia in rosso. Parte 10: estate magica.

L'estate prosegue con il classico di metà agosto in Austria, Zeltweg, nella regione della Stiria, un saliscendi tra le verdi colline austriache dove se piove devi aggrapparti al volante  e combattere con tutta una serie di rigagnoli in mezzo alla pista. E quel 17 Agosto 1975 l'acqua inizia a cadere dal cielo come solo da quelle parti capita. Nel warm-up esce di pista Mark Donohue riportando ferite mortali. La partenza delle gara viene ritardata, Niki Lauda davanti al pubblico di casa parte in pole position, al suo fianco James Hunt. Sotto il diluvio Lauda non rischia sino in fondo, qualcuno lo criticherà ma questo suo atteggiamento sarà il suo punto di forza in tante occasioni. Lascia sfogare altri piloti con nessuna velleità di classifica. Alla fine vincerà Vittorio Brambilla, una gara sospesa prima del tempo, e per Lauda ci sarà solo un sesto posto. La ragione è comunque dalla parte dell’austriaco perché per gli avversari diretti in classifica, Fittipaldi (9°) e Reutemann (14°) gloria c'è n'è ancora meno. Si arriva così al 7 settembre 1975, GP d'Italia, Monza. L’apoteosi del tifo ferrarista.
Solo altre due cose suscitano più entusiasmo negli italiani di una Ferrari: la prima si gioca con una palla di cuoio; la seconda... vabbeh lasciamo perdere. Il parco è stracolmo, non c'è un cartellone pubblicitario che non sia stato forato o mozzato per svolgere anche e soprattutto il compito di tribunetta, un anno prima c'era stata per tutti una doccia gelata. Come un anno prima Lauda e Regazzoni occupano la prima fila.
Via...
Anni dopo Luca di Montezemolo ricorderà quel giorno con queste parole:
- Credo che sia stato il più bel giorno della mia vita, insieme ai giorni in cui sono nati i miei figli. Il giorno in cui Regazzoni vinse la gara e Lauda, classificandosi terzo, vinse matematicamente il campionato del mondo, un titolo che mancava alla Ferrari dal 1964, da 11 anni. Vincere la gara e il Mondiale sulla pista di casa è davvero il massimo. Guardo spesso con nostalgia un filmato che ogni tanto si vede in tv. Io che invado la pista all’arrivo di Lauda: la macchina non ha ancora finito la parabolica e io sono già lì che festeggio.
Già, perché l'immagine simbolo di quel mondiale è proprio Montezemolo che si issa sul muretto dei box di Monza e come il primo dei tifosi esulta a braccia alzate, un atteggiamento trascinante che manterrà nel tempo.
La festa è completata dalla vittoria di Regazzoni, Fittipaldi finisce secondo, ma per Lauda non importa, il titolo mondiale è vinto, le immagini in bianco e nero della 312 T carica di meccanici che galleggiano tra asfalto e tifosi testimonia che la scommessa di Enzo Ferrari è definitivamente vinta.

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