giovedì 23 ottobre 2014

Finiamola prima

Tra tutti rimane clamoroso il caso del GP del Sudafrica 1965. Jim Clark sta per tagliare, per l'ottantaquattresima volta, la linea d'arrivo del circuito di East London. Lo sta facendo davanti a tutti - e onestamente in quella magica stagione per lui e la sua Lotus non è certo una novità - ma, con sconcerto di tutti i presenti al box Lotus, il direttore di gara sfodera la bandiera a scacchi e sembra volerla sventolare un giro prima del dovuto.
Clark rallenta, solo un attimo, il tempo di lanciare lo sguardo verso un gruppo di fotografi e commissari a bordo pista intenti a parlottare tra loro e a indicare con atteggiamenti dubbiosi l'omino con la bandiera a scacchi tra le mani. In quell'era di non telemetria e lavagna come massimo strumento di comunicazione tra box e pilota, per Clark basta e avanza per spingere di nuovo sino al programmato 85° giro e vincere un altro GP.
Altro caso simile avviene al GP di Gran Bretagna a Silverstone, con bandiera sventolata a qualcuno, non a tutti, un giro prima del dovuto e Nelson Piquet - e qui le fonti sono discordanti - che perde proprio all'ultimo giro il terzo posto a favore di Jacques Lafitte.
Ma il pettegolezzo più intrigante a proposito di queste fini anticipate di GP - perlomeno nelle intenzioni - è senz'altro quello legato al GP di Svizzera del 1982, corso a Dijon.
Da tutti è ricordata come l'unica vittoria in quella stagione di colui che poi diventò campione del mondo, il padre di Nico, Keke Rosberg, con un sorpasso all'ultimo giro sull'idolo di casa Alain Prost su Renault.
Le cronache parlano di un bandiera a scacchi sventolata un giro dopo. Quello che in realtà pare avvenne fu però che, visto l'imminente sorpasso di Rosberg ai danni di Prost, a qualche solerte commissario locale nacque la straordinaria idea di sfoderare la bandiera a scacchi e utilizzarla un giro prima, un giro solo già me lo sento quel tizio, per impedire quel sorpasso che poi avvenne.
Per fortuna il box Williams quel fine settimana era molto vicino alla linea del traguardo e tra discussioni e qualche spinta si arrivò al paradosso di sventolare la bandiera un giro dopo.
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