La scommessa di Henton

La Toleman debuttò in Formula 1 nel 1981, e lo fece dopo aver vinto a mani basse nella stagione precedente il campionato dell'allora serie propedeutica per eccellenza: la Formula 2.
Squadra che vince non si cambia, così oltre agli stessi piloti, Henton e Warwick, si decide di puntare anche sullo stesso motorista: quel Brian Hart che nel garage di casa sua sforna motori in grado di dominare nelle categorie di mezza Europa.
E i progetti sono anche ambiziosi: subito un bel turbo, nel periodo in cui persino la Ferrari aveva le sue grosse rogne per far funzionare decentemente un motore di quel tipo; e non solo, lo fa anche a quattro cilindri, una soluzione diversa rispetto agli imperanti sei di Renault, Ferrari e Honda.
Comunque sia, gli esordi sono da tregenda. Brian Henton e Derek Warwick, che non si possono proprio definire due lenti, faticano persino a mettere insieme un giro completo, di qualificarsi non se ne parla nemmeno: San Marino, Belgio, Monaco, Spagna, Francia... ovunque sono motori rotti, fuoco e fiamme.
Si arriva così al GP di casa, Silverstone, e la squadra non è ancora riuscito a racimolare nemmeno una qualificazione. Nel paddock gira la battuta che le Toleman siano le macchine più difficili da fotografare: e chi le vede mai in pista?
Jacky Oliver, team manager Arrows, sicuro che questa tendenza non si invertirà tanto presto fa una scommessa con Henton: e cioè che sino a fine stagione nessuna Toleman riuscirà a qualificarsi. Henton offeso nell'orgoglio accetta; e la posta non è così scarsa, sul centinaio di milioni di lire, che allora era un bel gruzzoletto. Lui è convinto di potercela fare; non solo, in previsione della vincita si ordina anche una casa nuova per lui e la famiglia.
Henton ce le mette tutta, ma nemmeno a Silverstone le Toleman si qualificano; anche lì fuori dalla griglia. Per i successivi tre Gran Premi la storia non sembra voler cambiare, e la fine della stagione si avvicina.
Ma poi succede un mezzo miracolo: arriva Monza e i suoi rettilinei, e finalmente Brian Hart dopo mesi e mesi trova il modo per non far esplodere i suoi motori dopo pochi chilometri. Risultato? Prima qualificazione nella storia del team, Henton ventitresimo; e in più riuscirà anche a finire la gara, ultimo a tre giri. Va beh, dettagli. L'importante era la scommessa... e la casa per Henton e la sua famiglia.

2 commenti:

Waddle ha detto...

Qualche anno dopo ebbero il loro momento di gloria lanciando Senna in un memorabile G.P. di Monaco sospeso per la pioggia.

acorba67 ha detto...

Infatti, Rory Byrne aggiustò il tiro come telaio, il motore Hart diventò affidabile, e poi il manico di Senna fece il resto...

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