martedì 21 ottobre 2014

La scommessa di Henton

La Toleman debuttò in Formula 1 nel 1981, e lo fece dopo aver vinto a mani basse nella stagione precedente il campionato dell'allora serie propedeutica per eccellenza: la Formula 2.
Squadra che vince non si cambia, così oltre agli stessi piloti, Henton e Warwick, si decide di puntare anche sullo stesso motorista: quel Brian Hart che nel garage di casa sua sforna motori in grado di dominare nelle categorie di mezza Europa.
E i progetti sono anche ambiziosi: subito un bel turbo, nel periodo in cui persino la Ferrari aveva le sue grosse rogne per far funzionare decentemente un motore di quel tipo; e non solo, lo fa anche a quattro cilindri, una soluzione diversa rispetto agli imperanti sei di Renault, Ferrari e Honda.
Comunque sia, gli esordi sono da tregenda. Brian Henton e Derek Warwick, che non si possono proprio definire due lenti, faticano persino a mettere insieme un giro completo, di qualificarsi non se ne parla nemmeno: San Marino, Belgio, Monaco, Spagna, Francia... ovunque sono motori rotti, fuoco e fiamme.
Si arriva così al GP di casa, Silverstone, e la squadra non è ancora riuscito a racimolare nemmeno una qualificazione. Nel paddock gira la battuta che le Toleman siano le macchine più difficili da fotografare: e chi le vede mai in pista?
Jacky Oliver, team manager Arrows, sicuro che questa tendenza non si invertirà tanto presto fa una scommessa con Henton: e cioè che sino a fine stagione nessuna Toleman riuscirà a qualificarsi. Henton offeso nell'orgoglio accetta; e la posta non è così scarsa, sul centinaio di milioni di lire, che allora era un bel gruzzoletto. Lui è convinto di potercela fare; non solo, in previsione della vincita si ordina anche una casa nuova per lui e la famiglia.
Henton ce le mette tutta, ma nemmeno a Silverstone le Toleman si qualificano; anche lì fuori dalla griglia. Per i successivi tre Gran Premi la storia non sembra voler cambiare, e la fine della stagione si avvicina.
Ma poi succede un mezzo miracolo: arriva Monza e i suoi rettilinei, e finalmente Brian Hart dopo mesi e mesi trova il modo per non far esplodere i suoi motori dopo pochi chilometri. Risultato? Prima qualificazione nella storia del team, Henton ventitresimo; e in più riuscirà anche a finire la gara, ultimo a tre giri. Va beh, dettagli. L'importante era la scommessa... e la casa per Henton e la sua famiglia.
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