Autentica passione svizzera

Dopo il disastro di Le Mans del 1955 la Svizzera fu tra quelle nazioni che proibirono lo svolgimento di corse automobilistiche sul proprio territorio. Questo non impedì certo che la passione per i motori si sviluppasse nel paese elvetico, portando, tra l'altro, all'affermazione di piloti come Siffert e Regazzoni, ma anche alla nascita di realtà da corsa coraggiose e colme di entusiasmo.
Una di queste ha come protagonisti i fratelli Gachnang, proprietari di un garage in Svizzera, e che dopo aver preparato e modificato vetture Sport per vari clienti, nel 1961, si impegnarono, su ordine di un pilota amatore svizzero Maurice Caillet, nella costruzione di una vettura di Formula 1. Non male come ambizione.
Venne utilizzato un motore Maserati 4 cilindri, e un cambio a 5 marce sempre Maserati, utilizzato nella celeberrima Type 63 - la "Birdcage" tanto per capirsi. Il telaio era fedele allo standard imperante a quell'epoca: traliccio di tubi, sospensioni indipendenti sulla quattro ruote, e motore portante al posteriore. La vettura, chiamata Cegga - da "Claude e George Cachnang, Aigle" ovverosia i nomi dei costruttori e della cittadina in cui si trovava la sede dell'officina dei due fratelli - venne completata in tempo per la stagione 1962.
Maurice Caillet partecipò, al volante della Cegga Maserati 01, alle gare fuori campionato di Pau e Napoli, con poca fortuna invero, ma la passione e la competenza messa dai fratelli Gachnang non si arrese certo.
I fratelli continuarono a sfornare prototipi e monoposto - la Cegga-Maserati 2890 a 4 cilindri del 1964, e la Cegga-Ferrari V12 del 1967 -  e un nipote, qualche decennio dopo, arrivò in Formula 1 come pilota. Il suo nome? Sebastien Buemi. Buon sangue non mente.

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