mercoledì 19 novembre 2014

Dalla hall di un albergo

Per un team come quello di Roger Penske arrivare al mese di maggio e scoprire che la nuova vettura è completamente sbagliata è una di quelle situazioni  in cui mai si penserebbe di ritrovarsi.
Reduce da un 1986 non certo esaltante, la nuova monoposto costruita dalla factory, la Penske PC-16 progettata da Alan Jenkins, si dimostra sin dalle prime prove difficile da guidare, imprevedibile, e lenta. Cosa si vuol di peggio da una macchina fatta e pensata per correre, tra l'altro, sul catino di Indianapolis? Che sarà solo un catino, però...
Ciò nonostante la squadra non demorde e si presenta per il gran carnevale di prove e qualifiche spalmate su più giornate della Indy 500 con tre esemplari delle nuove vetture per i piloti: Rick Mears, Danny Sullivan e Danny Ongais. Non certo tre sprovveduti.
I risultati sono comunque deludenti, ma non solo. Uno dei tre, Danny Ongais, sbatte violentemente all'esterno della curva 4. La botta è di quelle notevoli, per lui salta la 500 Miglia di Indianapolis a causa di un trauma cranico, e per Roger Penske questo è il segnale di cambiare completamente rotta.
Le tre PC-16 vengono caricate sui camion, di fretta e furia vengono recuperati tre telai March dell'anno prima, uno dei quali era già a riposo nella hall di una albergo della cittadina dell'Indiana. Al posto di Ongais, Penske chiama poi il veterano Al Unser. Il progettista Alan Jenkins viene sollevato dall'incarico e al suo posto viene chiamato Nigel Bennet.
Risultato? La March 86C da "esposizione" vince proprio con Unser la 500 Miglia di Indianapolis, Non male dopo le premesse iniziali.
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