GP Brasile 2014: i più e i meno

Una semplice considerazione: invertite i nomi dei primi due in questo fine settimana brasiliano - a partire dal primo minuto delle libere del venerdì sino all'ultimo giro di domenica - e probabilmente nulla cambierebbe. Condotta di gara, errori nel bel mezzo del nulla, giri record, tutto è sembrato travasato da un abitacolo all'altro come un'audace esperimento condotto da un abile alchimista.
Ma a che cavolo di conclusione potrebbe portare un ragionamento del genere: nulla forse, pensieri attaccati a una stagione che a causa delle 15 vittorie della Mercedes sta scivolando quasi senza lasciare traccia. Paradossi disordinati nella mente di un tifoso un po' sul generis.
Ha vinto Nico Rosberg, ha tenuto con ordine e velocità all'offensiva un poco disordinata di Lewis Hamilton, ha accorciato il distacco in vista dell'atto finale i 17 punti, ha dimezzato il bilancio di vittorie nei confronti del compagno di squadra, e adesso quindi tutti ad Abu Dhabi, felici e scontenti, pronti per scaricare tonnellate d'inchiostro su un qualcosa che si sa già che farà discutere e che lo farà male ma che lo stesso si è deciso di auto infliggersi, magari solo per seguire il principio del se ne parli bene o male ma purché se ne parli.
Detto quindi di un Felipe Massa che si ritrova a podio proprio davanti al pubblico di casa - e dopo Monza sono due i GP da "incorniciare" per la sua più che buona stagione; di un Kimi Raikkonen finalmente tornato mister "datemi una macchina decente al resto ci penso io"; di un gran bel piazzamento di Jenson Button poco deciso a lasciare la Formula 1; di una giornata decisamente storta per quello che poteva essere gran protagonista, Daniel Ricciarso; di un duello finale tra Alonso e Raikkonen splendidamente riassunto nelle parole di Kimi: "questione di orgoglio? no, questione di posizioni" - uno che dovrebbe scrivere trattati di filosofia oltre che guidare; di un Hulkenberg ritrovato nei confronti del compagno Perez; ecco i più e i meno dal diluvio che mai si è visto di Interlagos:



                                                                               Piloti



Efficace:
Rosberg (Non ha mai lasciato la prima posizione in ogni lista possibile e immaginabile compilata nel fine settimana di Interlagos. Era l'ultima chiamata per dare un minimo di credibilità all'assalto finale di Abu Dhabi e Nico l'ha sfruttata nel modo migliore, senza errori, e battendo Hamilton sul terreno preferito dell'inglese: la velocità. Non male direi. Lo penalizzano, gli piazzano di fianco un manciata di manichini vestiti come gli uomini del suo box a 'mo di tranello ma Massa quando arriva a Interlagos cambia marcia e anche quest'anno si è visto solo il suo lato migliore.)
Perez (Per il messicano arriva la conferma per l'anno prossimo in Force India ma anche una gara particolarmente insipida, in ombra rispetto al compagno di squadra, e ai margini di ogni zona interessante per i piazzamenti. Stesso discorso per Vergne che dopo un paio di GP da protagonista o quasi incappa in una giornata storia, per lui, ma anche per la sua Toro Rosso a giudicare dalla prova del compagno di squadra.)


Combattivo:
Button (Bravo Jenson, bravo, sono ormai un po' di GP che l''inglese sta facendo di tutto per far rimpiangere a quelli di Woking un suo eventuale taglio, e anche a Interlagos lo ha fatto decisamente bene, specialmente nel duello tra due l'altro gentiluomo e cavaliere - perlomeno in pista  - Kimi Raikkonen, la cui gara è stata tra le più interessanti e animate. Fantastici i due nel non mollare mai ma senza compiere nessuna stupida manovra ostruzionistica da GP2 o similari.)
Bottas (Un'ombra sempre più marcata si sta materializzando intorno a lui: quella di uno a cui manca sempre qualcosa per aggiungere un obbiettivo. L'impressione è che si stia trattenendo, forse per evitare errori, probabile, ma così facendo poi di lui va persino a dimenticare le cose buone che ha fatto. Sbaglia una frenata Hamilton, ma più che altro perde il confronto sul piano della velocità nei confronti di Rosberg, pochi danni forse, ma qualche punto in più avrebbe fatto comodo ad Abu Dhabi)


Fortunato:
Hamiltonn (Questa volta è toccato all'inglese l'errore del fine settimana, una specie di cameo che a ogni GP il team Mercedes regala al mondo. E a Lewis è andata bene grazie alle generose vie di fuga della Descida do Lago, o come diamine si dice.)
Raikkonen (Non ne va bene una al finlandese, d'accordo poco sarebbe cambiato, il podio era completamente fuori portata, ma ancora una volta con i problemi ai box si ha avuto la dimostrazione di come a certe annate conviene mettere una pietra sopra e basta. Poco fortunato anche Bottas che perde tempo a causa di non meglio precisati problemi alle cinture di sicurezza, roba parecchio singolare nella Formula 1 odierna)


 

Auto


Efficace:
Mercedes (15 vittorie in una stagione da 19, e ne manca ancora una. A sentir chi la sa è stato il cambiamento regolamentare più "pesante" nella storia della Formula 1, ma se il risultato deve essere il dominio più devastante della storia della Formula 1, allora forse valeva la pena di andare per piccoli passi. Altra conferma da parte delle Williams che con una velocità di punta spaventosa rischia con il carico ma viene ripagata da un podio di tutto rispetto.) 
Toro Rosso (Tra traffico e penalizzazioni il fine settimana del team di Faenza è stato decisamente sotto tono. Un 11° e 13° posto stanno a dimostrare che il problema probabilmente era nella monoposto. )

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