GP USA 2014: i più e i meno

Non so se quello che si è visto ad Austin sia stato abbastanza soddisfacente per il fantasico pubblico texano, arrivato in massa per apprezzare lo spettacolo della Formula 1, non lo so proprio, so però che quello che si è visto è quanto mai specchio fedele di quello che sono i GP di questo 2014. Dominio Mercedes davanti  e tutto il resto del gruppo a darsele di santa ragione dietro di loro. Chi più chi meno.
In Texas abbiamo avuto il quinto successo consecutivo di Lewis Hamilton, l'ennesima doppietta Mercedes, la solita lista di record battuti, che ripetuti così perdono anche parte del loro significato, ma intanto il professor Lewis vede avvicinarsi sempre di più il secondo titolo mondiale.
Come in Giappone, come a Monza, e vien da dire che sarà sempre così, Hamilton, dopo aver lasciato la pole al compagno di squadra, si è preso quello che sentiva suo con una facilità disarmante. Non ci fossero i doppi punti di Abu Dhabi a quest'ora sarebbero già partiti i festeggiamenti, ma tocca aspettare perché non si sa mai che in quel di Yas Marina avvenga - dopo quello del 2010 - un altro clamoroso ribaltone all'ultima curva.
Detto di un Vettel che partendo dal fondo recita litanie per mezzo GP e poi si sveglia nell'ultima parte di gara portando a casa un buon settimo posto; di una coppia McLaren deludente dopo aver illuso nelle prove libere; di un GP che senza le squadre materasso a fare "sostanza" in fondo ha visto una Ferrari galleggiare tra il terzultimo e il penultimo posto; di una coppia Williams che a fronte di una macchina apparsa quasi a livello delle Mercedes si è fatta infinocchiare dalla prima Red Bull capitata nei paraggi; ecco i più e i meno dal saliscendi western  di Austin:



                                                                               Piloti





Efficace:
Hamilton (Con la sicurezza di chi sa di essere superiore. Così Hamilton dopo quasi 30 giri del GP di Austin si è preso di forza quello che per lui era dovuto. Ritorno a livelli eccelsi per i il miglio pilota dell'anno - senza nessun dubbio - quel Daniel Ricciardo che passando dal purgatorio HRT non si è smontato e alla prima occasione è entrato tre i primi tre della lista.)
Rosberg (Il sabato segna una pole di quelle da ricordare, parte bene, sembra gestire come uno che la sa più degli altri e poi di colpo il sorpasso subito dal compagno di squadra. Senza quasi reagire, come se, ancora, solo lui sapesse. Non basta per Nico indossare la maschera per spaventare e destabilizzare il compagno di squadra. Non mi sono piaciuti nemmeno Massa e Bottas, ma se dal primo forse ci si poteva aspettare l'ennesima occasione persa per Valterri la faccenda è un poco più preoccupante, il finlandese a volte sembra in pista per caso, con amnesie improvvise su ciò che bisognerebbe fare al volante di una Formula 1.)


Combattivo:
Ricciardo (Devastante Daniel, averlo dietro è roba da panico, da infilare testa e casco sotto terra come gli struzzi. Si infila dappertutto, con o senza DRS, con gomme vecchie o nuove, quanto mi piace 'sto ragazzo, un grande. Ci metto anche il solito indomabile Alonso, barba lunga e pedalare, specialista nell'infilare McLaren alla prima frenata del circuito di Austin.)
Raikkonen (Cosa mi stai facendo scrivere Kimi? Mi si stringe il cuore ma quello che sta girovagando per mezzo mondo alla guida della F14T N° 7 è una controfigura particolarmente impedita di quello che un tempo Stirling Moss definì come "semplicemente il più veloce". Gli anni passano per tutti, ma da quanto tempo non si vede da parte del finlandese un sorpasso degno di tale definizione? Certo che...)


Fortunato:
Raikkonen (E al finlandese le cose sembravano promettere bene quando colpito da Perez si ritrova incredibilmente senza nessun danno né all'aerodinamica e nemmeno agli pneumatici. Diciamo fortuna nella sfortuna di essere centrati dal solito Perez...)
Sutil (Appunto, una volta che lo spilungone tedesco ti porta il sabato la Sauber nei primi dieci, eccolo centrato dopo una manciata di curve.)


 

Auto


Efficace:
Mercedes (Non ci sono più parole, anche la MP4/4 - macchina che nel mio immaginario ho sempre considerato come la dominatrice per eccellenza - è oscurata ai suoi confronti. E Hamilton gode. La Williams ancora una volta sembrava in grado di impensierire un minimo la Mercedes, invece nulla.) 
McLaren (Ci si aspettava un altro passo avanti da parte delle monoposto di Woking, cosa che invece non è avvenuta per niente. Per le Ferrari invece continua l'inesorabile discesa verso il fondo del gruppo, certo mascherata in parte da certe prestazioni di Alonso ma messa a nudo dalla gara di Raikkonen, con una F14T infarcita di novità in proiezione 2015. Preoccupante direi. )

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