Sinfonia in rosso. Parte 15: in meno di 40 giorni

La stagione nonostante l’incidente di Lauda va avanti: in Germania vince Hunt. Con Niki Lauda, a dispetto di quello che parecchi giornalisti e anche tifosi vorrebbero, James ha un bel rapporto. Si conoscono dalle Formula minori, sono sempre andati d'accordo, non solo in pista, sul podio del Nurburgring l'espressione del pilota inglese non testimonia certo la gioia per una vittoria.
In quell'agosto post-apocalittico ci sono due GP da disputare. La Ferrari è nel caos: subito dopo il GP di Germania la Federazione riassegna la vittoria del GP di Spagna a James Hunt e alla McLaren. Per protesta Enzo Ferrari decide di non partecipare al successivo GP d'Austria. Una decisione che sarà fondamentale nell’assegnazione del campionato.
A Zeltweg in aiuto della Ferrari arriva la vittoria John Watson su Penske, un outsider fuori dalla lotta per il titolo. Hunt si classifica quarto però, e il vantaggio di Lauda sull'inglese continua a ridursi. A Zandvoort ritorna la Ferrari con il solo Clay Regazzoni, ma James Hunt è in fase decisamente crescente. Superate le iniziali difficoltà di adattamento alla vettura, e al modo di lavorare McLaren decisamente diverso rispetto a quello bohemieme della Hesketh in cui correva sino all'anno prima, l'inglese dimostra di poter essere una seria minaccia per la Ferrari e il convalescente Lauda.
Dopo una strenua lotta con John Watson Hunt riesce ad aggiudicarsi la gara e a nulla servono gli sforzi di Clay Regazzoni per sopravanzare l'alfiere della McLaren. Finirà secondo per un soffio, sarà la prima delle occasioni in cui Regazzoni non riuscirà a dare supporto a Lauda nella lotta per il titolo mondiale. James Hunt adesso à soli due punti di distacco da Niki Lauda. Erano 40 dopo il GP di Monaco. Certe cose succedono e basta.
Quando si sparge la notizia che Niki Lauda dalla sua casa di Ibiza ha deciso di ritornare in pista per il GP d'Italia in programma a Monza, l'entusiasmo si mischia allo stupore e a un po' di scetticismo. Dall'estrema unzione a un abitacolo di una Formula 1 in meno di quaranta giorni, di questo si discute. Lo stesso Enzo Ferrari si dichiara preoccupato e contrario, ma paradossalmente tutte questi pareri contrari non fanno altro che alimentare la convinzione in Lauda che prima ritorneranno al via di un GP e meno saranno i danni per la sua carriera.
Se ne parlerà a lungo di questa decisione affrettata, e di quanto peso abbia avuto in questa decisione l'annuncio da parte della Ferrari dell'ingaggio di Carlos Reutermann per affiancare Regazzoni in occasione del GP d'Italia. Lauda non è per nulla d'accordo sull’opportunità di schierare una terza macchina, per ragioni organizzative e anche perché teme che qualcuno a Maranello sia pronto per fargli le scarpe. Sarà questo il primo screzio tra Enzo Ferrari e Niki Lauda.
In ogni caso dopo un test il martedì prima della gara a Fiorano, la decisione viene presa.
- Vado a Monza non per vincere. Voglio riprendere il contatto con la pista e le corse.
Il primo giorno di prove a Monza diluvia e vedere Niki Lauda fasciato con il viso deturpato, le garze macchiate di sangue, aggirarsi con lo sguardo perso sotto gli sguardi compassionevoli e morbosi di tutti i presenti fa capire quanta forza disperata debba esserci dietro una decisione del genere. A fine gara Lauda arriverà quarto ma sarà molto più di una qualsiasi, comune, vittoria.

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