Faccia d'angelo

Tempi duri, tempi in cui gli ingaggi erano bassi se non nulli, in cui un pilota traeva il proprio reddito quasi esclusivamente dai premi a fine corsa, e in cui ogni posizione poteva significare la fine o la continuazione di una carriera.
Tanti i piloti inglesi in attività negli anni cinquanta, tanti e di variegata personalità: da Tony Rolt, un puro gentleman driver, uno che correva per il semplice piacere di andare in pista, e che se si accorgeva di avere un pilota chiaramente più veloce di lui alle spalle faceva di tutto per agevolare il sorpasso; sino a Horace Goul, da Bristol, aspetto e impostazione di guida estremamente fisica, stile Froilan Gonzales e per questo soprannominato anche "il Gonzales del sud est", un "duro" in pista.
In mezzo a questi due estremi possiamo collocare un personaggio come Peter Collins, esperto di meccanica, professionale, competitivo, entusiasta della vita e delle corse in particolare, ma non solo.
Siamo a Crystal Palace, storico e impegnativo circuito inglese nel cuore di Londra, in occasione di una delle tante corse di Formula Libera che si organizzavano in quegli anni. Tra i partenti figurano anche Horace Gould e Peter Collins.
Al via della prima manche Gould, al volante di una Cooper-Bristol, riesce a sopravanzare Collins. L'inglese, poi pilota Ferrari, ce la mette tutte per passarlo ma le caratteristiche del tracciato, e una spudorata difesa della posizione da parte di Horace Gould, lo relegano al secondo posto per tutti i dieci giri della corsa.
Durante l'intervallo Peter avvicina Gould:
- Cerca di smetterla con certi trucchetti, se continui a chiudere ti sbatto fuori.
La seconda manche viene vinta da Collins, mentre per Horace Gould certi vizietti gli costateranno un ritiro per "incidente".

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