mercoledì 14 gennaio 2015

Sinfonia in rosso. Parte 17: il gaucho.

Niki Lauda risorge, lo fa contro tutto e tutti, lo fa dimostrando al mondo, ma soprattutto a se stesso, che quel pomeriggio di un giorno da cani del Fuji 1976 non ha chiuso la sua carriera di pilota. Certo non è più il Niki Lauda degli esordi, quello che siglava pole position a ripetizione e vinceva gare in sequenza. Lauda è campione del mondo per la seconda volta ma trionfa in modo diverso rispetto al primo titolo: vince con giudizio e precisione di guida. Poco estro, e nemmeno troppe vittorie, soprattutto se paragonate a Mario Andretti e alla sua Lotus 78 che se ne aggiudica quattro in quella stagione.
- Dopo l'incidente del Nurburgring mi sono chiesto se desiderassi veramente correre o no? La risposta fu si e allora dovetti affrontare la stessa strada in salita che affrontai all'inizio della mia carriera.
La stagione 1977 per la Ferrari inizia quindi con la coppia di piloti formata da Lauda, confermato ma sotto esame dopo l'epilogo del campionato precedente, e Carlos Reutemann subentrato al posto dello storico compagno di squadra Clay Regazzoni.
Reutemann, argentino di Santa Fe, uno con un'espressione che avrebbe potuto interpretare benissimo il cattivo in uno spaghetti western, ma di indole pacifica e introversa. Non certo la stessa del suo predecessore Clay Regazzoni. Carlos è estremamente veloce in alcune giornate, ma disastroso in altre, dove suscita intorno alla sua figura parecchie perplessità. Enzo Ferrari lo definì "tormentato e tormentoso", altri lo etichettarono il "Gaucho triste" - che poi chissà quante risate si faceva quando era sicuro di non essere visto.
Strano destino quello di Carlos Reutemann. Si dice che non sia il più veloce, né il più aggressivo, e nemmeno quello con il migliore orecchio per la meccanica, però in qualche modo tutti sembrano rispettarlo. Con lui Mauro Forghieri ebbe modo di sperimentare certe sue tattiche di convincimento forzato. Tipo? Jarama, durante una sessione di test Carlos rientra ai box, scende dalla vettura, inizia a parlottare con Forghieri, dice che la macchina non sta in strada, gli sembra di guidare sul bagnato, si sfila guanti e casco e si rifugia all'interno dei box. La macchina rimane lì, nessuno la tocca.
Dopo dieci minuti Reutemann si rimette alla guida, fa un paio di giri, rientra ancora ai box, Forghieri lo sta aspettando, si china all'interno dell'abitacolo, gli urla:
- Allora Carlos cosa ne pensi di questa soluzione?
Il casco del pilota dondola in un cenno d'assenso; non troppo convinto a dir la verità.
Con Niki Lauda il rapporto non si discostò mai troppo da un sentimento molto simile a una sopportazione reciproca; nient'altro. Questo forse nacque dalle circostanze in cui Carlos si ritrovò a guidare una Ferrari per la prima volta, quando a Monza 1976, l'argentino viene chiamato a rinforzare la squadra nel momento in cui Lauda è ancora fortemente convalescente dall'incubo di fuoco del Nurburgring. In vista della stagione 1977 viene chiesto a Niki come vede la presenza di Carlos nella squadra Ferrari; come un compagno di squadra o come un rivale? L'austriaco alza le spalle:
- Nessuno dei due.
Il 1976 per Reutemann è stato un anno di delusioni e non appena Ferrari ha chiamato non ha esitato ad accettare di lasciare la Brabham di Ecclestone, affrontando anche noie legali, nonché saltare le ultime gare della stagione e svolgere un ruolo oscuro di collaudo della 312 T2 in vista del 1977.
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